Metodi per gestire lo stress: come farselo amico

Il termine stress è entrato a far parte così comunemente del nostro vocabolario sociale che ne abbiamo in parte dimenticato il reale significato: si tratta, in sostanza, di una risposta di attivazione ad uno stimolo, che può essere interno o esterno al nostro organismo e che mira a segnalarci uno stato di sfasamento del nostro equilibrio in modo da indurci a trovare la strategia più rapida ed efficace per ripristinarlo.

 

Metodi per gestire lo stress

Tale reazione fisiologica ed attivante coinvolge pensieri e comportamenti e va a modificare l’assetto distributivo delle sostanze chimiche prodotte dal nostro organismo, gli ormoni: questi neurotrasmettitori, se non vengono adoperati in maniera funzionale e poi smaltiti nel modo corretto, restano in circolo nel corpo, accumulandosi e creando scompensi di vario genere.
Lo stress, pertanto, è utile di per sé, perché ci consente di metterci in gioco, di sperimentare emozioni e sensazioni e, di conseguenza, di vivere esperienze che ci formano e vanno a strutturare il nostro carattere e la nostra stessa esistenza, attribuendole un senso. Senza attivazione non c’è coinvolgimento ma staticità, e questo è deletereo tanto per il corpo quanto per la mente: quello che fa la differenza, di fatto, è l’eccesso, sia in un senso che nell’altro.
È proprio quando lo stress diventa troppo e si cronicizza che sperimentiamo forme di disagio talvolta invalidanti: in primis a livello mentale, tramite ansia e preoccupazione eccessiva per il futuro, e poi a livello somatico, quando cioè il corpo manifesta con disturbi fisici un’alterazione negativa del funzionamento del sistema, sotto forma di respirazione incompleta, mal di testa, stipsi, dolori articolari, fino a coinvolgere gli organi in maniera più o meno grave.

 

Metodi per gestire lo stress

 

Tuttavia, la staticità è altrettanto sconsigliata, perché blocca la motivazione, riduce il senso di energia e vitalità e stimola vissuti e pensieri negativi che portano a frustrazione e depressione: arrestarsi completamente e all’improvviso, cioè assentarsi di punto in bianco da tutte le attività o arrivare ad un limite per cui si è costretti a farlo, non costituisce, pertanto, la soluzione più opportuna da considerare.
Si dice che “prevenire è meglio che curare”, e per adottare un atteggiamento di consapevolezza limitando i danni è bene modificare il nostro approccio al concetto di stress, rivisitandone l’accezione.
Recenti studi scientifici hanno infatti dimostrato il “paradosso dello stress”: un ampio campione di persone è stato sottoposto a condizioni stressanti per andare a studiare le conseguenze che queste potevano avere sulla qualità della vita dei soggetti, e si è visto come in alcuni casi l’esito di questa “pressione” fosse estremamente positivo, mentre in altri estremamente negativo.

 

Metodi per gestire lo stress: farselo amico

In sostanza, l’effetto che lo stress può avere su di noi dipende dal modo in cui viviamo ed interpretiamo la situazione impegnativa: se subìta come obbligo o onere, va da sé che il vissuto sarà negativo e asfissiante, mentre se colta come occasione per sperimentarsi in qualcosa di nuovo e motivante, le sensazioni di riuscita avranno conseguenze positive sul livello di benessere generale e sull’autostima.
La vita di ciascuno di noi è costellata di situazioni e momenti potenzialmente stressanti, che tuttavia costituiscono proprio le occasioni fondanti della nostra esistenza.
Togliendo lo stress, potremmo forse risparmiarci qualche sofferenza e parecchi momenti di sconforto, ma ci priveremmo anche di ciò che ci spinge a crescere, ad impegnarci e ad imparare: chi ha una vita ricca non può prescindere dal fatto che questa sia anche stressante, perché sicuramente andrà incontro a stimoli di ogni tipo a cui dovrà sapersi adattare nella maniera più costruttiva possibile, ovviamente nel rispetto di sé e dei propri limiti. Gli obiettivi perseguiti per uno scopo “sentito” implicano uno sforzo per poter essere raggiunti, e questo genera stress, ma allo stesso tempo dà senso all’esistenza: ciò che conta è non strafare, ovvero non imporsi mete irraggiungibili ed irrealistiche che non partono da noi ma da aspettative sociali imposte e improntate sulla competitività.

Ognuno possiede la propria inclinazione ed il proprio sentire, che trovano da sé uno spazio e un tempo adatti, se perseguiti: è fondamentale, perciò, imparare ad ascoltarsi, rigenerandosi e prendendosi delle pause quando servono.
In questo modo, forse non saranno necessarie cure per ridurre e combattere lo stress, ma istruzioni per imparare a canalizzarlo in una direzione positiva ed efficace.

 

 

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