Un metodo semplice per combattere l’ansia: la scrittura terapeutica

Si sa che “verba volant, scripta manent”, e se già la parola pronunciata è un veicolo di comunicazione potente e carico di significati, quella scritta ne rende ancora più impattante il concetto che esprime, perché, in un certo senso, “resta”. Le parole, pur essendo un mezzo per esprimerci, sono allo stesso tempo una vera e propria forma di energia, che ha il potere di farci stare meglio o peggio e di cambiare anche radicalmente il nostro modo di interpretare la realtà.
Nel nostro inconscio, infatti, hanno la capacità di attivare le sensazioni che si avrebbero di fronte a fatti reali: ad esempio, se nominiamo il nostro piatto preferito o lo evochiamo, potrebbe venirci l’acquolina in bocca; se invece lasciamo spazio all’espressione di termini che si riferiscono a connotati negativi, potremmo sperimentare sensazioni di disagio, confusione e dubbio.

Un metodo semplice per combattere l'ansia: la scrittura creativa

 

Un metodo semplice per combattere l’ansia: la scrittura terapeutica

L’attività della scrittura, a questo proposito, è un modo per riportare su un supporto esterno a noi le parole del nostro vocabolario che utilizziamo o pensiamo con più frequenza, in modo da poterle osservare da un altro punto di vista e trasformarle. L’importante è essere onesti con se stessi e farlo senza adottare un atteggiamento giudicante rispetto a quanto emerge: i pensieri possono essere modificati solo se prima li si accoglie per ciò che sono, magari anche senza soffermarsi troppo sulle cause della loro forma iniziale.
Le idee messe per iscritto costituiscono una sorta di “sfogatoio” tangibile e allo stesso tempo privato, il che permette di mantenere un’intimità con se stessi e di connettersi con la propria interiorità senza remore: ciò consente di svuotare la mente dando ordine ai pensieri che si aggrovigliano al suo interno, permettendoci di capire dove vogliono condurci.

Come una qualsiasi terapia o intervento sulla persona, per essere efficace va fatto con gradualità e, soprattutto, deve essere scelta intenzionalmente, per poter mantenere una certa costanza: non si può pretendere di risolvere arcani o di snocciolare questioni buttando giù due righe di tanto in tanto, né è corretto scrivere con questo intento. Ciò che è importante, di fatto, è una scrittura fluida, poco riflettuta, che descriva in maniera più spontanea e diretta possibile il nostro sentire, senza preoccuparsi di dare un senso logico a quanto emerge in un primo momento.
Solo poi, rileggendo, si può tentare di dare un’interpretazione approssimativa o di rivedere i concetti in modo che siano espressi più chiaramente: ad ogni modo, la scelta dei termini e il tipo di calligrafia o la sequenza in cui vengono scritti sono già di per sé un indicatore importante della nostra personalità.
In questo, lo psicologo può aiutare a fornire letture più pertinenti.

Comprendere la direzione del nostro sentire può essere utile a smascherare inclinazioni e desideri, così come verità che non riusciamo ad ammettere a noi stessi: è bene imparare a non temerle, perché sono quelle che potrebbero permettere la nostra realizzazione personale.
Esistono molteplici approcci alla scrittura terapeutica, che non deve necessariamente essere costituita da un diario: si può partire da brevi pillole, liste o semplici ispirazioni poetiche, che ci aiutino a connetterci con le emozioni provate in determinate situazioni e a capire le idee automaticamente associate secondo schemi preesistenti.
In sostanza, si tratta di un esercizio di ascolto, paragonabile ad una tecnica meditativa: le visualizzazioni, in effetti, possono essere di supporto come premessa a una scrittura istintiva, cioè fatta di getto, per poi passare ad una scrittura creativa, una sorta di biglietto da visita con cui immaginare di poterci presentare a qualcuno nelle nostre numerose sfaccettature.
L’ideale sarebbe avere sempre con sé un taccuino o un supporto su cui riportare i pensieri, in modo da poter appuntare di volta in volta le situazioni o le sensazioni che proviamo quando siamo attraversati da emozioni intense, che in qualche modo modificano il nostro equilibrio.
A tal proposito, esistono anche delle apposite app scaricabili con il telefonino.

A poco a poco, diventeremo sempre più bravi a cogliere anche le minime oscillazioni e ad identificarne l’origine, senza scivolare, tuttavia, nell’eccesso: è bene non attribuire troppa importanza ai dettagli né focalizzarsi sugli aspetti negativi che emergono, preferendo lo sviluppo della creatività alle eventuali preoccupazioni.
Addirittura, potrebbe essere interessante tenere un quaderno della negatività, in cui concentrare solo le idee reputate ostili per poi gettarle o metaforicamente “buttarle nel cestino”.
Un altro esempio di scrittura terapeutica potrebbe essere costituita da lettere, rivolte eventualmente a persone care che abbiamo perso o con le quali la relazione è terminata in modo non del tutto risolto: questo facilita il perdono e il conforto, liberando emozioni di cura che altrimenti resterebbero inespresse. Un’altra buona idea è quella di tenere un “esame di coscienza in positivo”, dove focalizzare l’attenzione sulle “good news” che abbiamo fatto nella nostra vita.

 

Combattere l’ansia: predisporre uno spazio specifico dedicato alla scrittura

Il consiglio è di scrivere a mano: in tal modo, il gesto diventa un rituale che fa variare l’attività fisica del cervello, perché è in grado di aumentare l’ampiezza e la regolarità delle onde cerebrali e di riequilibrare perciò il sistema limbico, richiamando le frequenze della calma e del benessere.
Alcune indicazioni pratiche per cominciare: è utile predisporre uno spazio specifico dedicato alla scrittura, che sia dunque tranquillo ed illuminato; ascoltare musica mentre si scrive può aiutare a guidare il ritmo della nostra grafia; orientare i segni usando fogli con spazi predefiniti può favorire la concentrazione e la distribuzione organizzata delle idee, che da subito possono, così, apparirci più chiare; usare gli strumenti più disparati al posto della penna, come calamai, pennarelli o bastoncini di legno, può migliorare la creatività.
Infine, è fondamentale crederci: qualsiasi strategia alternativa contiene in sé del potenziale migliorativo per la nostra crescita personale, ma dobbiamo essere noi i primi a collaborare con noi stessi per permetterci di evolvere.

 

 

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