Come cambiare prospettiva su sé stessi

Ti è mai capitato di essere spronato a fare una cosa positiva per te e di aver risposto “Sono fatto così”? O di aver rinunciato a qualcosa che avresti voluto fare perché eri già convinto che non ci saresti riuscito? Ad esempio, potresti non aver mai cominciato quel corso di teatro, che ti sarebbe piaciuto tanto, perché sai di essere troppo timido; oppure potresti aver detto al tuo partner che deve rassegnarsi all’idea che non sarai mai dolce e romantico perché sei fatto così.

In verità, questo accade perché tendiamo a sovrastimare l’importanza delle abitudini che abbiamo acquisito, in particolar modo delle esperienze negative che abbiamo fatto. Se qualche volta abbiamo fatto brutta figura per la nostra riservatezza, cominciamo a pensarci come inguaribilmente timidi; se siamo stati abituati a non esprimere il nostro affetto, crediamo di non poterlo fare. In questo modo, ci identifichiamo con i nostri pensieri e le nostre esperienze: è come se fossero loro, e non noi, i protagonisti della nostra vita, determinando chi siamo.

 

Come cambiare prospettiva su sé stessi

 

In effetti, è vero che gli eventi che ci capitano e i nostri pensieri hanno una forte influenza su di noi, ma è altrettanto certo che noi possiamo decidere come reagire ad essi e che abbiamo il potere di cambiare. Questo è importante per non finire per irrigidirsi sulle proprie posizioni, soprattutto se non siamo soddisfatti del nostro modo di essere o se vogliamo liberarci dal peso di alcune ferite passate che continuano a condizionarci.

Ti consiglio di provare questo esercizio per riflettere su di te e sulla tua vita. Non si tratta di una soluzione contro i pensieri negativi, ma di uno spunto per cambiare punto di vista e diventare più consapevole dell’esistenza di altre possibilità esplorabili.

Scrivi la storia della tua vita in estrema sintesi. Cerca di essere succinto e di soffermarti solo sugli eventi più importanti, ma di far sì che il testo rispecchi il tuo modo di essere e la strada che, secondo te, ti ha portato ad essere chi sei. L’esercizio non è semplice, quindi non preoccuparti se all’inizio incontri delle difficoltà e prenditi tutto il tempo di cui hai bisogno. Non curarti della correttezza grammaticale, concentrati sul contenuto che stai mettendo nero su bianco. Se non ti piace scrivere, puoi anche scegliere di fare dei disegni.

Ora rileggi la storia e distingui i fatti fondamentali che la caratterizzano, quelli che secondo te sono stati più importanti e decisivi. Prenditi il tempo per pensarci con calma. Se fatichi ad individuarli, cerca di concentrarti su quegli episodi che hanno prodotto in te un cambiamento o che hanno segnato un punto di svolta.
Adesso, prova a scrivere una nuova storia dove però siano presenti tutti gli eventi che hai distinto come fondamentali. Cerca di assemblare quegli episodi formando un racconto diverso, con un finale completamente differente. Prova a vedere se riesci a combinarli integrandoli in una storia originale.
Infine, rileggi i due scritti e rifletti su come gli eventi fondamentali assumano un significato diverso nelle due storie. Se ciò ti è difficile, puoi anche ripetere l’esercizio inventando una terza storia per avere più spunti di riflessione.

 

Questo esercizio non mira a ridicolizzare la tua storia, a mostrare che tutto è possibile o cose del genere. L’obiettivo finale è quello di mostrarti che le esperienze che abbiamo vissuto non determinano totalmente le nostre vite, anche se spesso questo è quello che crediamo. Al contrario queste esperienze acquistano un senso proprio alla luce della storia in cui sono inserite. È il modo in cui noi reagiamo a ciò che ci succede, la nostra rielaborazione dei fatti a dar loro significato. Questo ci insegna che ovviamente gli eventi non possono essere cambiati, ma che esistono altre storie possibili a partire da quelle stesse condizioni e che forse gli aspetti della nostra vita che riteniamo immodificabili perché legati alle esperienze che abbiamo vissuto possono invece cambiare.

 

 

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