Stili genitoriali

“Se non sei mai stato odiato da tuo figlio, non sei mai stato genitore” scrive Bette Davis.

Essere genitori è un lavoro molto difficile, che si impara per tentativi ed errori.

Vi presento una situazione che può verificarsi nella vita di un genitore e vi faccio notare come diversi individui possono reagire: vostro figlio, iscritto alla scuola primaria, torna a casa e vi dice che l’amico ha cominciato a giocare a calcio in una società del vostro comune. Anche lui vorrebbe tanto andare e inizia a parlarne costantemente. Dopo aver fatto i primi allenamenti, non contento, chiede di poter intraprendere una nuova attività.

Genitore 1: ragiona con il bambino sulle motivazioni della sua insoddisfazione e cerca di spiegare anche il suo punto di vista. Dopo la discussione si assicura che il figlio abbia il necessario per iniziare a praticare il nuovo sport. Inoltre, in seguito agli allenamenti chiede quali sono i progressi fatti, dimostrandosi interessato.

Genitore 2: non ascolta le ragioni del figlio ma decide di fargli continuare l’attività scelta, in quanto la ritiene adatta, anche se il bambino non ha voglia.

Genitore 3: si mette subito in moto per iscrivere il bambino all’attività richiesta senza se e senza ma, per evitare che possa sentirsi in qualche modo deluso. Non c’è una vera e propria discussione sulle motivazioni che lo hanno spinto a fare questa richiesta. Inoltre, si propone di andare a comprare le cose che gli potrebbero servire anche se non sono ancora state chieste.

Genitore 4: non è interessato alla richiesta del bambino, né tantomeno a domandargli come erano andati gli allenamenti precedenti e il motivo per cui vuole smettere. Il figlio non è supportato nelle sue scelte ma viene quasi messo da parte ed ignorato dal genitore.

Che cosa avete notato in questi quattro esempi?
Sicuramente, l’approccio dei vari adulti alla situazione è diverso. La modalità con cui un genitore si relaziona con il figlio viene chiamata stile genitoriale. Questi variano a seconda del periodo storico, dell’etnia, della classe sociale e dei valori culturali e soggettivi.

Baumrind ha identificato 4 stili genitoriali, rappresentati dagli esempi elencati sopra:

1. Autorevole: il genitore fornisce delle regole chiare, le quali possono essere modificate in base alle esigenze del bambino attraverso il dialogo. Gli insegna ad essere autonomo, ponendo dei divieti quando necessario. Questo stile è caratterizzato da un buon equilibrio tra vicinanza affettiva e aspettative.

2. Autoritario: il genitore è rigido ed inflessibile, non comprende i bisogni del figlio e non riesce ad utilizzare la comunicazione adeguatamente. Spesso un mancato rispetto delle regole comporta una punizione fisica, ad esempio, la sculacciata o un ricatto, come “Se non finisci i compiti ti vieto di giocare alla play”.

3. Permissivo: il genitore è poco esigente, non dà regole precise e tende ad accontentare ogni richiesta che il figlio ha in un determinato momento. Il rapporto assomiglia più a quello di due amici piuttosto che ad una relazione genitore – figlio.

4. Non coinvolto: il genitore è fisicamente o emotivamente assente. Non ci sono aspettative, non comunica con i figli e non risponde ai loro bisogni. Tende a fornire il minimo indispensabile per la loro sopravvivenza, rimanendo distaccato affettivamente.
Un’ultima importante considerazione da fare è che deve esserci gioco di squadra tra i genitori e soprattutto comunicazione, anche se il loro stile è diverso.

Quando le difficoltà nella crescita del bambino perdurano, potrebbe essere utile rivolgersi alla figura dello psicologo.
E tu in quale di questi stili ti ritrovi?

 

 

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