Il mauro corona virus, antidoto dei giorni nostri

In questi giorni di “clima pesante” è fondamentale adottare delle strategie per alleggerire il nostro stato d’animo. Cercare rassicurazioni contro la paura sottoponendoci ad una overdose di notizie può farci percepire la situazione più grave di quella che è. Oltre ad attenerci alle prescrizioni sanitarie fornite dagli organi competenti, è utile osservare delle indicazioni psicologiche affinché una giusta e sana preoccupazione non diventi panico. Può sembrare controintuitivo, ma la rassicurazione non riduce l’ansia, bensì l’aumenta. L’acquisire informazioni, infatti, sembra tranquillizzarci, ma in realtà, essendo un’operazione solo razionale , non modifica il piano emotivo.

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Diversa è la strategia del “trasformare i pensieri” perché ci permette di provare sensazioni che modificano il nostro stato emotivo. Cosa fare allora di concreto per non lasciarci travolgere dalla contagiosità causata dall’eccesso di informazioni? Un buon vaccino per non infettarci emotivamente dall’ansia da coronavirus può essere semplicemente cercare di non passare le ore davanti alla televisione, con trasmissioni monotematiche, e non seguire i social in maniera ossessiva. Impegnarci nelle attività quotidiane e fare le cose che ci piacciono è un modo concreto per spostare il pensiero e le emozioni lontani da ciò che ci preoccupa troppo. In questi giorni probabilmente molte persone avranno più tempo del solito, essendo a casa dal lavoro o da scuola: perciò dedicarsi a qualche buona lettura è un modo di sicuro fruttuoso per distogliere l’attenzione dal bombardamento mediatico e lasciarsi conquistare da narrazioni coinvolgenti.

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Sono stato contagiato dal “Mauro Corona virus” molto tempo fa, quando l’autore non aveva ancora “contaminato” con la sua presenza molteplici programmi televisivi. Ho ereditato “Gocce di resina” da un’amica che ha lasciato questa vita circa 20 anni fa. Si tratta di una raccolta di brevi storie che lasciano il loro profumo nell’anima proprio come fa la resina sul tronco degli alberi. Qualcosa di insondabile mi ha spinto a continuare a leggere quasi tutta la produzione di questo originale scrittore. Con “Le voci del bosco”, Corona personifica gli alberi, attribuendo loro caratteristiche psicologiche umane. “Fantasmi di pietra” narra curiose storie prendendo spunto dalle vecchie abitazioni di Erto. “Cani, camosci, cuculi (e un corvo)” si ispira agli animali domestici per raccontare il talora difficile rapporto che li lega all’uomo. “Il canto delle manére” “Storie di Neve” e “L’ombra del bastone” hanno sullo sfondo il disastro del Vajont. Sono romanzi che raccontano una vita dura, fatta di povertà e fatiche.

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I personaggi sono aspri, estremi e riflettono il carattere dell’autore. Mauro Corona, tanto nei suoi scritti quanto nel suo modo di essere, esprime in maniera accesa ed evidente le contraddizioni che appartengono agli esseri umani. A noi tutti può capitare di “predicare bene e razzolare male”; seguendo questo scrittore alpinista si può notare come lui non nasconda le sue ambiguità e ferite, ma le metta in evidenza attraverso la sue opere letterarie e, più recentemente, anche tramite i talk show. Da una parte, per esempio, redarguisce i giovani affinché bevano con consapevolezza, dall’altra sembra che egli abbia trovato il suo equilibrio proprio abusando del nettare di Bacco: questo aspetto viene raccontato particolarmente in “Aspro e dolce” e “Guida poco che devi bere”. Per chi, invece, desiderasse qualcosa di più morbido, adatto anche ai bambini, “Torneranno le quattro stagioni” è il volume giusto. Quale che sia la lettura scelta, Mauro Corona si propone come una guida alpina, conducendo il lettore su percorsi fatti di saliscendi, tanto sul piano reale quanto metaforico; i suoi personaggi, infatti, alternano arrampicate sulle rocce a rovinosi scivoloni che talvolta sfiorano la tragedia. Da un punto di vista psicologico, il lettore incontra una grande varietà di stati d’animo e di situazioni nelle quali si può facilmente identificare: l’avventatezza e la spregiudicatezza di certi comportamenti non sono immuni da un senso di ammirazione da parte di chi tutto ciò non se lo può permettere. I suoi racconti ben rispecchiano l’ambiguità umana ed è proprio questa, forse, l’origine del suo successo.

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