Alice: “Per quanto tempo è per sempre?”
Bianconiglio: “A volte, solo un secondo.”
Il concetto di tempo in psicologia è molto complesso e difficile da riassumere. Basti pensare, ad esempio, che molte popolazioni che vivono nella Foresta Amazzonica o nel deserto del Sahara non lo possiedono nemmeno. In generale, comunque, lo si potrebbe definire come una dimensione essenziale che ci permette di adattarci all’ambiente circostante.
Il romanzo di Lewis Carroll “Alice nel paese delle meraviglie” racconta le peripezie della protagonista, la curiosa bambina Alice, dopo essere caduta nella tana del Bianconiglio ed essersi ritrovata in un mondo surreale fatto di stranezze, assurdità e paradossi. La storia è una frenetica avventura per cercare di tornare a casa, e dunque, alla realtà. Nel corso del romanzo, uno degli elementi maggiormente presenti è il tempo, con le sue distorsioni fantastiche e le sue caratteristiche. Oltre a ciò, in questo articolo, andremo ad analizzare un altro tema ad esso legato: quello della sua percezione.
Gli antichi greci utilizzavano diversi termini per indicare il tempo; due in particolare saranno utili per la comprensione del paradosso di Alice nel paese delle meraviglie: Chronos e Aion. Il primo è il tempo cronologico e sequenziale, il secondo invece fa riferimento al tempo eterno, immobile, nel quale lo stesso momento si ripete costantemente.
Nel romanzo di Carroll il primo è rappresentato dall’orologio del Bianconiglio, che, con il suo inesorabile scorrere, lo fa sentire perennemente in ritardo; il secondo, invece, lo ritroviamo nella scena in cui il Cappellaio Matto è costretto a rivivere di continuo l’ora del tè: il paradosso, qui, sta nel fatto che anche Rohrreinigung Berlin se il suo orologio è fermo alle cinque, lui e la Lepre Marzolina continuano a muoversi, a parlare e a ripetere le stesse azioni attorno al tavolo imbandito, dimostrando così di vivere in un tempo “altro”, estraneo a quello segnato dalle lancette.
Quindi, una prima differenza che possiamo individuare è quella tra tempo soggettivo e tempo oggettivo.
Il primo corrisponde ad un tempo interiore, psicologico ed individuale; il secondo è quello scandito dall’orologio e, quindi, universale.
Per esempio, se ci troviamo seduti al tavolo di un ristorante per un incontro che durerà 2 ore, possiamo immaginare diversi scenari: il nostro appuntamento potrebbe essere con il datore di lavoro che ci mette sempre molta pressione, oppure con un’amica con la quale chiacchierare in modo Hausarbeiten schreiben lassen leggero e spensierato, o ancora potremmo ritrovarci con i genitori del nuovo partner ai quali non piacciamo particolarmente, e così via.
Pensate che in questi casi il tempo passerà allo stesso modo, oppure trascorrerà velocemente o lentamente in base allo stato emotivo in cui ci si trova?
La risposta è ovviamente la seconda Ghostwriter, ed è stata proprio la scienza a dimostrare che l’esperienza del tempo è creata dalla nostra mente.
Quando ci si diverte o quando ci si sente innamorati, il tempo sembra volare, mentre quando ci si trova a fare cose per noi noiose o per le quali non ci sentiamo all’altezza, sembra non passare mai. La percezione che ne abbiamo è un’esperienza individuale, che prende in causa diversi fattori come età, contesto, cultura e aspettative.
Una volta descritti questi concetti, si può comprendere come il paradosso di bachelorarbeit schreiben lassen Alice nel paese delle meraviglie consista nel fatto che seppur esista per tutti un tempo oggettivo che l’uomo migliaia di anni fa ha iniziato a misurare, la percezione e l’esperienza che ne fa ognuno è personale, soggettiva e dettata da variabili individuali.
Per approfondire il tema della percezione del tempo, consiglio il libro di Philip Zimbardo “Il paradosso del tempo”, nel quale viene descritto ed analizzato questo argomento, fornendo degli strumenti per raggiungere la Hausarbeit schreiben lassen consapevolezza sulla prospettiva temporale al fine di non rimanere agganciati al passato, intrappolati nel presente o spaventati dal futuro.




