Poiché le guerre iniziano nella mente degli uomini,
è nella mente degli uomini che le difese per la pace devono essere costruite.
(Costituzione dell’UNESCO)

Sembra che nella nostra società la gentilezza venga considerata quasi come un concetto antitetico rispetto alla realizzazione personale, come se essere cortesi ci facesse sembrare deboli e desse agli altri il diritto di prevaricarci perché l’uomo forte e duro non ha bisogno di chiedere. La vera forza non sta nella prevaricazione e nei comportamenti autoritari ma nella gentilezza, poiché l’energia interiore non ha bisogno di violenza per esprimersi. Dimostrare gentilezza, infatti, ci permette di entrare in sintonia con le altre persone attraverso l’empatia e comunicare meglio con loro superando qualsiasi resistenza. Come diceva Schopenhauer «la cortesia è per l’uomo ciò che la fiamma è per la cera» e dimostrarsi cortesi e rispettosi anche nelle discussioni molto spesso ha un effetto spiazzante.
La gentilezza, inoltre, ha il grande pregio di riuscire a creare un clima positivo intorno a noi facendoci sentire bene interiormente e influendo positivamente sulle relazioni interpersonali. Le emozioni sono contagiose, come dimostrano i numerosi studi sui neuroni specchio (neuroni che si attivano non solo quando si agisce ma anche per imitazione). Basta, quindi, solo un sorriso o una carineria per cambiare la nostra giornata e quella delle altre persone.
La gentilezza di cui ho parlato fino a ora non è però il buonismo formale e ipocrita fatto di falsi sorrisi e risposte di circostanza, bensì quella cortesia vera che ci porta anche a esprimere con garbo il nostro disaccordo proprio perché rispettiamo l’interlocutore. Come riporta lo psicoterapeuta Piero Ferrucci nel suo libro “Il potere della gentilezza” «essere onesti, anche se bisogna dire cose antipatiche o causare dolori, nei tempi più lunghi è la cosa più gentile se fatta con buon gusto e con intelligenza, perché rispetta la nostra integrità e riconosce agli altri la capacità di comportarsi in modo maturo e competente» ed è proprio questo il rispetto che tutti vorremmo ricevere e che tutti dovremmo imparare a dare.



