Se mi duole l’anima … prendo una pastiglia.
A chiunque nella vita sarà capitato di sentirsi “un’anima in pena” o di aver passato un periodo di “esaurimento”. Queste, che sono espressioni di senso comune, con un il linguaggio della psichiatria/psicologia possono essere definiti disturbi d’ansia, stress, depressione, disagi psicosomatici ecc.
Come la gente tende ad affrontarli?
In genere in maniera esclusivamente meccanicistica, proprio come quando in presenza di una malattia fisica si ricorre al farmaco anche per quanto riguarda la sofferenza dell’anima, intesa come psiche, il rimedio prevalente è la pastiglia per dormire, per stare calmi o per aumentare il tono dell’umore.
Quindi continua a pensare che lo psicofarmaco da solo è curativo, che ti toglie il sintomo e che combatte la causa del tuo disagio. Certamente il ricorrere alla farmacologia è l’unico aiuto e non va integrato con un intervento psicoterapeutico mirato a risolvere le “cause profonde” che hanno prodotto o mantengono il disagio psicologico. Credi che non ci sono rischi nell’utilizzo a lungo termine di ansiolitici o antidepressivi, non provocano l’assuefazione ne la dipendenza sia fisica che psicologica!
Rimani della tua idea, facendo probabilmente riferimento alla “psicanalisi dei films”, che una psicoterapia sia necessariamente costosa e duri a lungo nel tempo, ignorando che oggi si attuano sempre di più psicoterapie brevi ed efficaci, centrate direttamente sulla sintomatologia e i motivi che l’hanno causata.

Mantieni l’illusione di farcela da solo, lasciando che il tempo aggiusti le cose e il tuo disagio sparisca magicamente. Non considerare il fatto che se presa in tempo la sofferenza psichica avrà maggiori probabilità di una risoluzione favorevole con un numero di sedute accettabile.
Rimani convinto che frequentare uno psicoterapeuta significa essere ormai un malato di mente, un matto, uno fuori di testa e ignora il fatto che proprio la consapevolezza di avere un problema d’ansia, un periodo di depressione, un problema relazionale o quant’altro è già la garanzia di non soffrire di qualcosa di più grave, come nei disturbi psicotici dove il livello di coscienza di sé e l’esame di realtà vacillano.
Vorrei concludere con un aneddoto; lo zoppo zoppica non perché vuole cadere ma per cercare di stare in piedi, allo stesso modo la sofferenza psicologica in tutte le sue forme è il compromesso migliore che la persona è riuscita a trovare per non stare peggio. La psicoterapia in sintesi è quello strumento che aiuta l’individuo a trovare nuove e intentate soluzioni per stare meglio….ma tu stai nella tua convinzione che sono chiacchiere e aria fritta!
Ora cercherò di spiegare attraverso la metafora dell’ appartamento psicologico cosa avviene in una seduta di psicoterapia, cosciente del fatto che chi vuole stare della sua idea non c’è metafora che tenga.
Quando incontro una persona che si rivolge a me in quanto psicoterapeuta mi considero un invitato. L’atteggiamento iniziale che cerco di adottare è quello di “bussare alla porta”, di “suonare il campanello” della mente e del cuore della persona che ho di fronte lasciandole la libertà di aprirmi e decidere quale “stanza” farmi vedere. Quando invitiamo uno sconosciuto a casa generalmente lo accogliamo nel salotto o genericamente nell’area giorno, lo facciamo sedere, gli offriamo un drink, scambiamo quattro chiacchiere, ci sveliamo quel tanto che riteniamo opportuno. Qualcosa di simile avviene anche nei primi incontri psicologo-persona.
A seconda delle esigenze dell’interlocutore, io psicologo, mi considero come un “arredatore di appartamenti psicologici”, un “idraulico per la caldaia delle emozioni”, un “elettricista per le scosse della vita”, un “postino per i messaggi segreti”, un “imbianchino per le pareti macchiate da ridipingere” un conoscente che piano piano condivide del tempo nell'”appartamento psicologico” della persona diventando come l’uomo di fiducia a cui affidiamo delle mansioni per la gestione, la cura e il miglioramento della nostra casa.
Nei primi contatti è necessario gettare delle fondamenta di solida fiducia per aver poi il permesso di abbattere qualche “muro”cioè la resistenza al cambiamento che si manifesta per paura di percorrere strade ignote, perché comporta sofferenza, perché ci sono dei “vantaggi secondari” a cui è difficile rinunciare.
A volte per esempio una “depressione” si mantiene perché è un modo per avere l’attenzione delle persone con cui si vive, un problema alimentare potrebbe essere la maschera per nascondere la faccia impaurita di una ragazza che ha timore di affrontare la responsabilità della crescita e probabilmente la manifestazione dei sintomi è il male minore.
E’ parziale spiegare la sensazione che mi entusiasma e mi intriga quando ho di fronte a me una persona in colloquio pertanto suggerisco al lettore interessato di riascoltare “La cura” di Franco Battiato e forse questa bella canzone riuscirà ad evocare ciò che le parole non riescono a dire.
PSICO-SORRISI
Dedicata agli psicologi che iniziano il loro lavoro con dei pregiudizi…
Una bionda avvenente partecipa ad un quiz d’intelligenza. Il presentatore le pone i seguenti quesiti:
1.Quanto durò la “Guerra dei cent’anni”?
– 116 anni
– 99 anni
– 100 anni
– 130 anni
La bionda utilizza il jolly e non risponde alla domanda.
2. In qual paese si trova il “Cappello di Panama”?
– Brasile
– Venezuela
– Panama
– Ecuador
La bionda chiede l’aiuto del pubblico.
3. In quale mese dell’anno i russi festeggiano la “Rivoluzione d’ottobre”?
– Settembre
– ottobre
– Novembre
-Dicembre
La bionda decide di telefonare ad una sua amica (bionda).
4. Qual era il nome del re “Giorgio V”?
– Alberto
– Giorgio
– Manuele
– Riccardo
La bionda utilizza il suo diritto a cambiare domanda.
5. Da quale animale prendono il nome le Isole Canarie?
– Canarino
– Canguro
– Cavallo
– Foca
La bionda risponde in modo errato e viene eliminata.
Per tua informazione, ecco le risposte esatte:
1. La “Guerra dei cent’anni” durò 116 anni, dal 1337 al 1453.
2. Il “Cappello di Panama” si trova in Ecuador.
3. La ricorrenza della “Rivoluzione d’ottobre” cade il 7 novembre.
4. Il vero nome di re Giorgio IV era Alberto, il re cambiò nome nel 1936.
5. Le Isole Canarie prendono il nome dalla foca, in latino: “Isole della foca”.
…Allora, ci tingiamo i capelli?
IMPRESSIONANTE IL CERVELLO!!!
Sneocdo uno sdtiuo dlel’Untisverià di Cadmbrige, non irmptoa cmoe snoo sctrite le plaroe, tutte le letetre posnsoo esesre al pstoo sbgalaito, è ipmtortane sloo che la prmia e l’umltia letrtea saino al ptoso gtsiuo, il rteso non ctona. Il cerlvelo è comquune semrpe in gdrao di decraifre tttuo qtueso coas, pcheré non lgege ongi silngoa ltetrea, ma lgege la palroa nel suo insmiee… vstio?
Sneodco voi, csoa czazo si funamo a Cadmbrgie?
Salve, benvenuto nella PSICO-HOTLINE. Se sei ossessivo-compulsivo premi 1 ripetutamente. Se sei co-dipendente chiedi a qualcuno di premere 2. Se sei depresso non importa quale tasto tu prema… tanto nessuno risponderà. Se sei un personalità multipla premi 3, 4, 5 e 6. Se sei schizofrenico ascolta attentamente e la vocina ti dirà quale tasto premere. Se sei paranoico sappiamo chi sei e che cosa vuoi. Rimani in linea così che possiamo rintracciare la chiamata!



