L’importanza del perdono

Tutti voi avrete sicuramente sentito parlare di V per Vendetta, un famoso film in cui un misterioso personaggio con il viso nascosto da una maschera inquietante tenta di ribellarsi alle ingiustizie commesse dal governo inglese. Molti di voi, anche se non impegnati in lotte e proteste contro la società come l’enigmatico protagonista della storia, avrete sperimentato più di qualche volta le sue stesse emozioni: collera, frustrazione e sensazione di essere stati vittima di un’ ingiustizia. Anche voi avrete sentito l’esigenza di vendicare il torto subito o, perlomeno, di imporre alla persona che l’ha provocato di porvi rimedio. In alcuni casi, il bersaglio della vostra rabbia potreste anche essere voi stessi, incapaci di accettare uno sbaglio che avete commesso o una vostra imperfezione. Il risultato di questo stato d’animo, però, non vi porta ad essere coraggiosi paladini della giustizia e tenebrosi eroi come V.

 

L'importanza del perdono

 

L’importanza del perdono: accettare l’accaduto e ad andare oltre

Al contrario, probabilmente comincerete a diventare rancorosi, irascibili e immusoniti. Infatti, cercare di rifarsi su chi vi ha offeso o colpevolizzarsi per qualcosa che si è commesso non conduce quasi mai a una soluzione; anzi, porta a rimanere concentrati sul problema e a rimuginare su quanto successo. Continuando a pensare a ciò che vi ha dato fastidio, finirete per esacerbare maggiormente le vostre emozioni negative e a rimanerci letteralmente intrappolati. Inoltre, in alcune persone la sete di vendetta diventa così forte che, anziché mettersi una maschera come V, la fanno indossare agli altri: vedendoli solo come i colpevoli di un torto, iniziano ad ignorare le loro emozioni e i loro pensieri fino a riuscire a maltrattarli senza nemmeno rendersi conto della gravità delle loro azioni, proprio come se una maschera nascondesse le reazioni e la sofferenza delle vittime. Questi soggetti perdono cioè la loro empatia, ossia la capacità di immedesimarsi nei panni degli altri; la maggior parte dei crimini trae la sua origine proprio dalla carenza di questa abilità fondamentale.
Come ci si dovrebbe comportare allora quando si prova rabbia e rancore verso qualcuno? La soluzione è il perdono. Riuscire ad accettare l’accaduto e ad andare oltre è l’unico modo per superarlo e non farsi sopraffare dalle emozioni. Il perdono, però, non va inteso in senso semplicistico come un lasciar correre qualsiasi cosa o un dimenticare. Sarebbe infatti insensato continuare ad avvicinare persone che vi hanno fatto del male, come fanno alcune donne con i loro compagni violenti, facendo finta che non sia successo niente. Perdonare è invece un processo complesso, che consiste nel riconoscere le emozioni sperimentate, senza cercare di frenarle, ma al contempo rinunciare all’idea di poter cambiare voi stessi o le persone che ci hanno offeso in qualche modo, lasciando spazio alla benevolenza e all’empatia anche nei loro confronti. Il perdono va cioè inteso come una forma di accettazione, sia nei confronti del fatto in sé che delle emozioni che vi hanno conseguito, senza tentare di evitarle o sopprimerle.

 

In realtà, il perdono non è qualcosa che va regalato agli altri, ma a sé stessi: esso infatti porta a numerosi benefici, dimostrati anche scientificamente. Studi neuroscientifici hanno infatti rilevato come perdonare provocasse conseguenze positive in quasi tutte le aree del cervello, garantendo una maggior flessibilità e funzionalità al sistema neuronale. Anche l’apparato cardiovascolare e quello immunitario traggono vantaggio dal perdono: se infatti la rabbia e l’ansia portano ad un sovraccarico a questi livelli, rendendo il corpo più vulnerabile, il perdono invece ne favorisce l’equilibrio.
In altre parole, il perdono vi rende più forti, quasi degli eroi, proprio come V. Anzi meglio, perché sareste in pace e in armonia con voi stessi e non in lotta contro qualcuno.
Tutti questi benefici, però, non possono essere ottenuti a basso prezzo: perdonare è molto difficile e talvolta può essere necessario affidarsi ad uno psicoterapeuta, che aiuti ad accettare le ferite subito e ad attribuirvi un senso, agevolando questo processo assai complesso.
Allora, siete pronti a diventare i nuovi protagonisti di… P per Perdono?

 

 

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