Vi capita mai di sentirvi stanchi e con il morale a terra? Di essere frustrati o delusi da qualcuno o, al contrario, di comportarvi in modo scontroso ed esasperato con gli altri perché non avete più pazienza? Se vi riconoscete in qualcuna di queste affermazioni, beh, sappiate che esiste una pillolina magica capace di portare aiuto in tutte queste situazioni. È una sorta di rimedio universale, un po’ come quei trucchetti della nonna che si possono adattare a più bisogni.
L’ingrediente segreto di cui vi voglio parlare oggi è quello dell’autoempatia. Si sente spesso parlare di empatia, intesa come la capacità di cogliere, comprendere e rispettare gli stati d’animo dell’altro; raramente, però, ci si sofferma sull’importanza di essere empatici anche verso sé stessi, accogliendo i propri bisogni e le proprie emozioni. In realtà, farlo è imprescindibile per poter vivere serenamente e in armonia con i valori e i sogni che albergano dentro di noi: l’autoempatia, infatti, permette di imparare a volersi bene e a prendersi cura di sé stessi.
La medicina dell’autoempatia
Sentite di non riuscire a farlo sempre o vorreste imparare qualche espediente per accrescere l’autoempatia? Beh, state leggendo l’articolo giusto! Qui di seguito, infatti, troverete delle indicazioni su come allenare questa importante capacità:
Ascoltarsi:
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Riflettere sui propri bisogni e sulle proprie emozioni per comprenderli e rispettarli
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Rimanere concentrati sul momento presente, senza preoccuparsi per fatti avvenuti nel passato o per il futuro
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Prendersi cura del proprio corpo, ascoltando i suoi segnali
Un piccolo esercizio per imparare ad ascoltarsi, mettendo in pratica questi consigli, è quello di sedersi comodamente, chiudere gli occhi e provare a concentrarsi sulle sensazioni del proprio corpo per due minuti. Fate attenzione a semplici percezioni come quella dei piedi sul suolo o delle mani appoggiate sulle cosce. Cercate quindi di rispondere a queste domande: come mi sento nel mio corpo? Quali parti sono tese, scomode e quali invece rilassate? Quali sono le mie emozioni in questo momento? E i miei pensieri?
Prendersi cura di sé:
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Trovare il tempo per rilassarsi, fare sport e mangiare bene
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Concedersi delle gratificazioni, come ad esempio premiarsi con qualcosa che vi piace
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Imparare a distinguere ciò che vi fa bene da ciò che non lo fa (ad esempio, la compagnia di una determinata persona potrebbe essere per voi più negativa che positiva; in questo caso, è meglio lasciarla andare e separarsi piuttosto che ostinarsi a proseguire in un rapporto malsano)
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Rispettare i propri limiti, imparando anche a dire di no (se siete troppo stanchi e non avete voglia di uscire, rifiutate l’invito dei vostri amici per questa sera)
N.B: occuparsi di sé potrebbe infastidire qualcuno dei vostri cari, perché vi troverebbero meno disponibili. Tuttavia, volersi bene significa anche accettare sé stessi e non sforzarsi eccessivamente di piacere agli altri: ecco perché è bene rispettarsi ed accogliere i propri bisogni, anche se ciò può non sempre trovare approvazione all’esterno.
Vivere le relazioni in maniera sana:
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Essere assertivi, cioè saper comunicare in modo chiaro e deciso, seppur non offensivo, la propria intenzione
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Ascoltare l’altro in modo empatico e rispettoso: è bene rivolgere la stessa attenzione e empatia che dedicate a voi stessi anche agli altri, permettendo loro di esprimersi. È importante, inoltre, evitare di giudicare sé stessi o gli altri e, piuttosto, cercare di riflettere sui bisogni alla base del comportamento: se un determinato atteggiamento proprio o altrui non vi è gradito, provate a immaginare quali possono essere i desideri insoddisfatti e le motivazioni che spingono voi o gli altri ad essere così. In questo modo, sarà più facile accettare situazioni sgradevoli e attivarsi per trovare soluzioni nuove e più efficaci.
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Coltivare la riconoscenza: imparate ad essere grati di ciò che la vita vi dona. Provate a dire “grazie” alle persone che avete accanto, senza dare per scontato quello che di buono fanno per voi, e cercate, ogni giorno, di riflettere su tutte le cose belle che vi sono capitate, siano anche dettagli apparentemente insignificanti come l’odore del caffè di questa mattina o la doccia calda a fine giornata.

A questo punto, sorge spontanea una domanda: attuando tutte queste indicazioni non si rischia di diventare egoisti e anteporre sé stessi agli altri? In realtà, l’autoempatia permette di vivere in equilibrio e in armonia con sé stessi e, anche se questo a volte può comportare il dover dire qualche no o il prendere decisioni che non sempre piacciono agli altri, in generale conduce automaticamente a relazioni più serene e sane. Se state bene con voi stessi, infatti, noterete che sarete anche più ben disposti verso l’altro, più comprensivi e meno critici, e sarete spontaneamente spinti ad essere gentili e calmi. L’egoismo, invece, genera dispiacere negli altri e non è produttivo neanche per voi stessi.
Di seguito, ecco qualche segnale per capire quando si rischia di essere egoisti:
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Siete così presi da voi stessi da non accorgervi più di cose importanti attorno a voi, come quello che vi manifestano gli altri o le piccole cose belle di ogni giorno
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Cercate di soddisfare i bisogni a breve termine, ignorando quelli a lungo termine. Ad esempio, se mi abbuffo di cioccolatini perché ho voglia di dolci, sto accontentando un desiderio immediato, ma non mi preoccupo del mio benessere a lungo termine.
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Agite senza pensare alle conseguenze del vostro comportamento: ad esempio, bevete tutta l’acqua nello zaino senza lasciarne nemmeno una goccia ai vostri compagni di escursione.
Se questi consigli non vi bastano, non esitate a contattarmi: con il mio aiuto di psicoterapeuta esperto sarà più facile imparare ad assumere la medicina dell’autoempatia senza nessun rischio o controindicazione!



