Il cervello è di destra o di sinistra?

Questa domanda può sembrare provocatoria, ma in realtà non allude a partiti politici, bensì alla struttura biologica dell’encefalo.

Esso, infatti, è diviso in due emisferi: quello sinistro e quello destro. Nonostante queste due parti comunichino fra loro, sono deputate allo svolgimento di compiti e funzioni differenti. La parte sinistra si occupa della percezione analitica della realtà, consentendoci di fare operazioni logiche: controlla infatti i processi linguistici e matematici, permette di comprendere i concetti di spazio-tempo e causa-effetto, nonché i ragionamenti consequenziali. In altre parole, questo emisfero corrisponde alla nostra mente razionale, simile ad un computer che compie dei calcoli uno alla volta. La parte destra, invece, sede dei sogni e degli istinti, è specializzata nell’elaborazione visiva, nella percezione delle immagini, nell’organizzazione spaziale, nell’interpretazione emotiva degli eventi e nell’empatia; a differenza dell’emisfero sinistro, che procede per ragionamenti sequenziali e logici, quello destro tende a cogliere le situazioni nella loro globalità, aiutando a formarsi una visione d’insieme. Alla luce di questi dati, potremmo paragonare la parte sinistra ad uno scienziato, che classifica e scompone la realtà analizzandone ogni sua parte e scovandone le differenze, e la parte destra ad un artista, che percepisce e pensa in modo complessivo, olistico, individuando le somiglianze fra diversi oggetti. Inoltre, mentre lo scienziato ama applicare vecchie soluzioni a nuovi problemi, cercando così di interpretare la realtà e i suoi dilemmi attraverso dogmi e principi già assodati, l’artista preferisce escogitare nuove soluzioni a vecchi problemi, anteponendo la fantasia e la creatività alla logica.

Il cervello è di destra o di sinistra?

Normalmente, le funzioni dei due emisferi si integrano e si completano, permettendo a noi esseri umani di svolgere azioni complesse e diversificate. Non esiste infatti un emisfero migliore dell’altro, poiché entrambi sono imprescindibili ed essenziali alla vita. Tuttavia, spesso accade che una delle due parti sia dominante sull’altra: se siamo abituati a svolgere una professione intellettuale, ad esempio, tendiamo ad usare maggiormente la sezione sinistra, mentre se disegniamo sarà la destra ad essere più coinvolta.

Probabilmente, la maggior parte di noi tenderà ad usufruire più frequentemente delle potenzialità dell’emisfero sinistro: nel corso della storia, infatti, la società occidentale ha esaltato il valore della logica e della razionalità, rendendola prioritaria rispetto alle altre conoscenze e agli altri saperi. Si tende infatti ad attribuire più credibilità a tutto ciò che è scientifico, rigoroso e concreto, mentre si diffida di quel che è soggettivo, istintuale e creativo. Tutt’al più, infatti, l’arte e l’intuizione vengono classificate come qualcosa di marginale e secondario. Questo, però, ha portato a trascurare le funzioni dell’emisfero destro, fra cui la competenza emotiva. Essa tuttavia, così come le altre potenzialità della parte destra, svolge un ruolo fondamentale nell’esistenza, aiutando a coltivare un senso di pace ed equilibrio interiore e fungendo da guida nelle relazioni. La cultura orientale, infatti, che nei secoli ha dato più peso ed importanza a questa dimensione, tende ad adottare una visione più olistica della vita e dell’essere umano, emancipandosi dal rigido meccanicismo che caratterizza il modus pensandi dell’Occidente.

Sarebbe dunque auspicabile che, nella vita di tutti i giorni, diventassimo più in grado di riappropriarsi delle funzioni dell’emisfero destro, in primis di quella emotiva. Ciò infatti permetterebbe di entrare maggiormente in contatto con sé stessi e le proprie esigenze, imparando a distinguere ciò che è positivo per noi da ciò che non lo è.

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