Tutti noi, prima o poi, veniamo messi di fronte a situazioni difficili che, nel nostro piccolo, ci sembrano insormontabili. Ed è proprio in momenti come questi che è importante chiedere aiuto.
Sembra una cosa ovvia, eppure, per moltissime persone è molto difficile riuscire a chiedere assistenza nei momenti in cui sono in difficoltà, e si ritrovano invece ad arrivare al limite prima di chiedere aiuto a qualcuno. I motivi per cui questo accade sono molteplici.
Da un lato c’è una questione di orgoglio e di controllo, dove non vogliamo ammettere a noi stessi, ma soprattutto agli altri, di essere in difficoltà e di aver bisogno di qualcuno che ci dia una mano. Tutto questo è strettamente collegato ad una paura di venire giudicati come incapaci, deboli, incompetenti, e anche ad una paura del rifiuto.
Da un altro lato, possiamo avere il timore di essere un peso per le persone che ci circondano, chiedendogli aiuto. Ciò di cui spesso non ci rendiamo conto, è che, se abbiamo un problema o un disagio per cui non chiediamo un sostegno, rischiamo di diventare un peso ancora maggiore. Diventiamo come una pentola a pressione con la valvola di sfogo otturata, non mandiamo segnali che abbiamo bisogno che qualcuno abbassi i fuochi, nel nostro caso che ci aiuti ad affrontare le difficoltà, fino ad arrivare al punto di scoppiare, rischiando di ferire e maltrattare le persone che ci stanno affianco.
Ed ecco che entra in gioco un altro fattore importante che causa questo blocco: sentire di non avere nessuno. Avere un sistema di supporto è cruciale per la vita di tutti i giorni, e sentire che viene a mancare può essere molto dannoso e andare ad aggravare il malessere che stiamo cercando, senza successi, di affrontare da soli. In questi casi è importante riconsiderare i propri legami familiari e le reti sociali a cui si appartiene, fare una lista delle persone con cui c’è un legame molto forte e di cui sentiamo di poterci fidare per lasciarci aiutare.
Spesso viene sottovalutata l’importanza del momento in cui si chiede aiuto. Abbiamo parlato molto dei vari motivi per cui tendiamo, come esseri umani, a chiedere aiuto troppo tardi, sottolineando come tutto ciò sia negativo. Aspettare troppo tempo e arrivare al limite rende molto difficile riuscire a tornare indietro, molte volte conviviamo con il problema talmente a lungo al punto di pensare che le uniche alternative siano accettare di doverci convivere per sempre, oppure abbandonare in modo drastico la fonte del disagio ad esempio la situazione familiare o coniugale o lavorativa.
Viene da sé che non si tratta delle soluzioni migliori. Ovviamente, l’ideale sarebbe imparare a riconoscere i primi campanelli di allarme e chiedere aiuto nell’affrontare una difficoltà nel momento più consono, prima che sia troppo tardi. Ma per riuscire a fare ciò bisogna cambiare il modo in cui concepiamo l’idea di chiedere aiuto. A piccoli step dobbiamo innanzitutto accettare il nostro bisogno di chiedere aiuto, riconoscere i nostri limiti e ricordare che mostrare vulnerabilità è una prova di forza interiore. È importante poi identificare tre cose fondamentali: il problema per cui abbiamo bisogno di supporto, la persona o le persone a cui lo chiederemo, e il mezzo che useremo per metterci in contatto (di persona, per telefono, per mail, etc.). Ma soprattutto, dobbiamo imparare a smettere di pensare sempre al peggio, non focalizzarci sullo scenario peggiore immaginabile in cui non esiste una soluzione e nessuno può o vuole darci una mano. Anzi, dobbiamo ricordarci che le persone sono molto più propense ad aiutarci di quanto pensiamo, e che a bloccarci sono solo la nostra paura e i nostri pensieri negativi, non la realtà.
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