Raggiungere obiettivi: l’importanza di saper evolvere

Parlare di benessere a livello olistico significa considerare la salute da un punto di vista più ampio, che proponga una visione integrata delle varie discipline specialistiche in modo da unire sinergicamente le conoscenze ed ottenere un risultato più completo ed efficiente.
Per questo, citare il concetto di “funzionalità” del nostro organismo significa saperne cogliere tanto gli aspetti psicologici quanto più quelli strettamente biologici.

 

Raggiungere obiettivi: il mettersi in gioco

A questo proposito, è interessante considerare la questione del “mettersi in gioco”: si tratta di un concetto a prima vista molto psicologico, che implica aspetti come il coraggio, la volontà, la determinazione nel perseguire un obiettivo e l’impegno nel raggiungerlo.
In realtà, ad un’analisi attenta ci rendiamo conto che esiste un parallelismo molto più ampio a riguardo, che non si limita a comprendere l’essere umano come entità ma spazia alla natura stessa, alla dimensione della vita: di fatto, mettersi in gioco può essere un vero e proprio sinonimo di evoluzione, di movimento e di rinuncia alla staticità.
Molte volte, nello scegliere di intraprendere un percorso o un’attività anche semplice, siamo bloccati a livello inconscio da credenze radicate nella nostra mente o da paure limitanti, che ci spingono a mantenerci nella nostra zona di comfort e, di conseguenza, a retrocedere nei progressi compiuti.
Infatti, in natura ciò che è statico tende a regredire e ad atrofizzarsi: un chiaro esempio sono i muscoli del nostro corpo, i quali, se non allenati con costanza, tendono a diminuire la loro efficienza.
In questo senso, rinunciare alla crescita per mantenerci in una zona di sicurezza ci fa perdere dimestichezza con la capacità di tentare, rendendoci più vulnerabili al fallimento ed incrementando delle paure preesistenti, le quali si ingigantiscono proprio perché mai disconfermate.
Non è possibile pretendere che, una volta ottenuto un risultato, questo si mantenga stabile nel tempo senza un regolare intervento di mantenimento: questo può essere notato chiaramente a livello di struttura dell’organismo e nell’allenamento fisico, ma anche in una qualsiasi pratica manuale che non viene svolta da tanto tempo o nell’apprendimento di una lingua straniera o di concetti matematici.
In sostanza, chi non si mantiene attivo perde la prontezza di risposta e l’efficienza.

 

Raggiungere obiettivi

 

Raggiungere obiettivi: accettare il cambiamento e le sfide della vita

Per mantenere l’analogia con l’organismo, anche a livello metabolico esistono una parte costruttiva, quella anabolica, e una distruttiva, detta catabolica: ciò che non è più necessario viene eliminato.
Il metabolismo, cioè l’insieme di reazioni chimiche che permettono al nostro organismo di mantenere le proprie funzioni, è pertanto l’esempio biologico più concreto ed immediato per dimostrare quanto la natura stessa non preveda la staticità.
Accettare il cambiamento e le sfide della vita come qualcosa di necessario può costituire la chiave per imparare ad approfittare di tutte le possibilità di evoluzione che incontriamo nel nostro cammino, rinunciando al timore.
Naturalmente, è importante prendere in considerazione sfide compatibili con il nostro livello evolutivo.
Si tratta, perciò, di individuare quello che è commisurato alle nostre capacità, tenendo conto del punto di partenza senza fare troppi confronti, dato che ogni individuo ha una storia a sé.
Insomma, non è mai troppo tardi per cominciare qualcosa: nessun giudizio esterno dovrebbe influire su ciò che è più adatto a noi.

Inoltre, una sfida adatta ci stimola a ritentare in caso di fallimento, perché in noi abbiamo la consapevolezza che essa sia alla nostra portata, e saremo perciò spinti alla crescita per il solo fatto di provare a correggere i nostri errori.
L’errore che spesso si compie in un processo di evoluzione è quello di passare in maniera troppo repentina da una zona di comfort a una di panico, dove cioè tendiamo ad incontrare le nostre difficoltà: partire da zero e cercare di conquistare il mondo da un giorno all’altro genera per forza una recessione, perché non abbiamo gli strumenti adatti per gestire gli imprevisti e non siamo sufficientemente allenati a reggere gli inevitabili contraccolpi.
Piuttosto, sarebbe utile comportarsi nella vita come facciamo nelle pratiche sportive, adottando uno stile di progressiva maturazione verso le sfide più ardue, senza pretendere troppo da noi stessi: nessun risultato è escluso, anzi, molto spesso la riuscita è assicurata, a patto di rispettare tempi ed esigenze del nostro corpo e della nostra mente.

Infine, comprendere quali sono le paure che ci bloccano può aiutarci a ridimensionarle: tendenzialmente, si tratta di timore del fallimento, del giudizio altrui, dell’abbandono o di fare una brutta figura, cioè di risultare vittima della derisione di chi ci circonda. Gli scenari che queste paure prospettano altro non fanno che andare ad intaccare l’immagine che abbiamo di noi stessi.
Proprio per questo, è bene imparare a distaccarsi da un concetto statico del nostro modo di essere e assumere una visione più aperta. In fondo, farlo significa prendere coscienza di come è fatta l’esistenza, che non prevede alternative diverse rispetto alla crescita costante e al cambiamento.

 

 

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