Spossatezza, cali d’umore e diminuzione di energia sono sensazioni e vissuti piuttosto comuni, di cui talvolta facciamo fatica ad identificare l’origine, magari perché sottovalutiamo l’incidenza di alcuni fattori.
L’energia può essere identificata come la capacità di portare avanti i propri obiettivi con il minimo sforzo: tuttavia, è bene tenere presente che essa ha molto a che fare con lo stile di vita che una persona adotta, perché viene prodotta dall’interno e non può essere presa in prestito.
Molte volte quando siamo stanchi e “prosciugati”, perché in preda a momenti di stress o a difficoltà emotive, possiamo percepire la mancanza di quella carica che ci consente di procedere, pertanto tentiamo di prelevarla dall’esterno, a discapito del benessere altrui.
Un esempio potrebbe essere quello delle persistenti lamentele, la ricerca costante di rassicurazioni e un atteggiamento di dipendenza relazionale. Si tratta, però, di un tentativo senza esito, se non quello di indebolire anche qualcun altro oltre a noi stessi.

In altre occasioni, cerchiamo di estrarre energia dall’aggiunta di qualcosa di superfluo, che a lungo andare risulta deleterio per la salute perché va ad intaccare la struttura fisiologica o psicologica di base.
Si tratta, ad esempio, di sostanze che possono generare dipendenza, quali cibo, droghe o farmaci.
Ciò che spesso porta a percepire uno scarso livello di energia è un’alta presenza di negatività a livello di umore e disposizione d’animo: una qualità di pensieri negativa e una visione della vita distorta, che lascia poco spazio alla gratitudine e all’accettazione, può indurre a percepire le occasioni di vita e le esperienze quotidiane come una sorta di zavorra, che trascina in basso la stabilità e di conseguenza riduce la vitalità.
In un certo senso, tentiamo di supplire ad una carenza produttiva interna con qualcosa di estraneo al nostro organismo, ma la funzionalità di questo dipende principalmente da due aspetti: il tipo di mentalità che scegliamo di adottare e la tipologia di “carburante” che scegliamo di inserirvi.
Cibi che regalano buon umore ed energia: lo stile alimentare può consentire o meno la correttezza delle funzioni metaboliche
Infatti, un fattore che spesso tendiamo a sottovalutare ma che in realtà ha un impatto molto importante tanto sul nostro umore quanto sui nostri livelli di energia è il tipo di alimentazione che assumiamo: lo stile alimentare, infatti, può consentire o meno la correttezza delle funzioni metaboliche, a cui corrisponde la capacità dell’organismo di trarre vantaggio da ciò che ingerisce.
Pertanto, la figura dello psicologo può essere integrata con quella del dietologo al fine di ottenere migliori risultati terapeutici.
Modificare le assunzioni di cibo in termini di qualità o quantità può corrispondere ad un miglioramento radicale del benessere e della vitalità, anche se è importante riconoscere che ogni individuo possiede delle specifiche esigenze che vanno considerate a livello medico. Non è detto, perciò, che per chiunque presenti sintomi di spossatezza o difficoltà di qualche tipo sia indispensabile intervenire sul tipo di nutrizione, perché la sua situazione può dipendere da svariati fattori.
Non è raro, ad ogni modo, che le fluttuazioni energetiche, dovute ad un’alimentazione inadeguata o a dei cali di zuccheri troppo repentini, alterino l’equilibrio dell’organismo e delle sue funzioni con conseguenze di tipo psicologico: queste ultime si riflettono poi sull’umore e quindi sulle reazioni e sui comportamenti che assumiamo nei confronti degli altri o di noi stessi.
Ad esempio, non saper bilanciare l’introito di tutti gli elementi necessari al nostro corpo, dagli zuccheri alle proteine fino ai grassi salubri, può provocare sonnolenza o affaticamento e quindi irritabilità: in tali condizioni non sapremo portare avanti con la giusta grinta le nostre attività.
Banalmente, prestare attenzione all’indice glicemico degli alimenti, cioè il tasso di zuccheri che contengono, può aiutarci a comprendere quali cibi evitare per non innalzare il livello della glicemia nel sangue in maniera troppo rapida.
Il quantitativo di zuccheri andrebbe mantenuto il più costante possibile, in modo da evitare picchi energetici, seguiti puntualmente da un calo repentino di umore e di efficienza.
Al fine di evitare questi meccanismi poco salutari, è bene imparare ad alimentarsi correttamente, il che non significa evitare del tutto gli zuccheri, bensì scegliere quelli adatti: di tipo complesso e a lento rilascio nell’organismo, ad esempio provenienti dai cereali integrali, oppure semplici, a patto che derivino dalla frutta e non da merendine o snack.
In primis, sarà il nostro cervello a trarne vantaggio: potremo così sentirci più attivi, dinamici, attenti ed efficienti. L’ideale sarebbe coadiuvare le nostre scelte alimentari con una sana attività fisica, che stimola la produzione di ormoni benefici e contribuisce a rafforzare tanto l’organismo quanto il nostro senso di riuscita e l’autostima.
Lo sport, di fatto, è un ottimo alleato per canalizzare le emozioni negative e trasformarle in propulsione per un allenamento via via più efficace e mirato.
Inoltre, si tratta di un mezzo salutare per imparare il significato di gradualità, cioè per apprendere a modificarsi e a migliorare nel tempo a seconda delle nostre capacità ed esigenze, registrando i progressi nel lungo termine.
Infine, non è da sottovalutare l’importanza di un buon sonno ristoratore e di una corretta idratazione, entrambi indispensabili per l’eliminazione delle tossine e per il ripristino dell’efficienza cellulare.
Vivere meglio si può: è una questione di scelta.



