Argomento molto discusso e approfondito, quello dei benefici dell’allattamento al seno non è più un tabù, fortunatamente: al contrario, soprattutto negli ultimi anni questa pratica è stata ampliamente sollecitata, perché è stato riscontrato che attraverso l’assunzione del latte materno il neonato trae benefici a livello nutritivo, immunitario e anche affettivo.
L’allattamento al seno fa davvero bene?
Infatti, nei primi mesi il latte costituisce la fonte unica e indispensabile per l’idratazione e il sostentamento del piccolo: in seguito, invece, l’allattamento, oltre a provvedere a questi bisogni e a rafforzare il sistema immunitario, costituisce anche un momento di intimo contatto relazionale tra mamma e bambino.
Ciò che va sfatato, tuttavia, è il mito che allattare sia d’obbligo fino ad una certa età o che le mamme debbano sentirsi costrette a farlo anche se questo va contro il loro benessere: ci sono situazioni in cui questo è proprio impossibile ed è bene accettarlo.

Questo, infatti, non deve intaccare l’autostima della donna o farla sentire una mamma inadeguata. Provvedere per prima cosa al proprio benessere non farà che portare beneficio anche al proprio bimbo.
L’allattamento deve, perciò, costituire una scelta consapevole e desiderata per il benessere di entrambi: la mamma non deve essere colpevolizzata se non riesce ad allattare, piuttosto aiutata a comprendere le cause di questa difficoltà. Nella maggior parte dei casi, fornire assistenza e supporto alla neomamma è sufficiente a guidarla nell’allattamento e nella risoluzione degli impedimenti, consentendole di affrontare questo momento fondamentale della propria vita e di quella del neonato in maniera armoniosa.
Molto spesso, infatti, dietro a dei sintomi somatici, quali ad esempio ragadi o mastiti, si nascondono disturbi di tipo psicologico che possono scaturire da un ambiente non sereno o, in molti casi, da un rapporto poco equilibrato con il partner, il quale magari non possiede gli strumenti adeguati o non è in grado di inserirsi correttamente nel delicato clima del post-partum.
L’allattamento al seno fa davvero bene?
Per questo motivo, è bene chiarire in primis quali sono le condizioni di partenza dell’ambiente in cui la madre allatta, inteso come contesto sociale, familiare e anche educativo ed economico: di fatto, sovente sono mamme casalinghe o poco informate a rinunciare all’allattamento a causa di disturbi fisici o per reazioni del bambino che faticano a gestire (es.:”non si attacca”). Inoltre, una mamma necessita di supporto tanto dal compagno quanto dalle persone che costituiscono la sua cerchia affettiva, perché deve potersi ritenere libera di seguire le proprie necessità e tempistiche senza troppe pressioni aggiuntive.
È importante capire, poi, quali aspettative la neomamma costruisca sull’allattamento e quanto si imponga di seguire rigidamente determinati schemi: infatti, un’eccessiva ansia da prestazione o uno stress derivato da un contorno poco supportivo e rilassato possono incidere negativamente sia sulla produzione di latte, sia sulla sua composizione e qualità. È risaputo, infatti, che attraverso il latte vengono trasmessi non solo anticorpi e sostanze benefiche, ma anche ormoni che aumentano la risposta allo stress o stimolano l’irritabilità.
Ad ogni modo, se vissuto in condizioni di tranquillità e benessere, l’allattamento al seno salvaguarda la salute mentale materna, tanto da ridurre il rischio di depressione e migliorare il rapporto madre-figlio. Interrompere l’allattamento è, tuttavia, sempre consigliato quando diventa un elemento di disagio più che una risorsa nel rapporto mamma-bambino.
Per il neonato, l’esperienza dell’allattamento è particolarmente significativa, sia per il rapporto privilegiato che instaura con la mamma, sia per il coinvolgimento sensoriale, tattile, olfattivo, gustativo fondamentali per lo sviluppo cerebrale, affettivo e motorio del bambino. È facile comprendere, pertanto, come dare la giusta importanza al tempo dell’allattamento sia fondamentale per la salute ed il benessere futuri del piccolo. Per questo, è bene rivolgersi a figure professionali competenti, quali ostetriche e psicologi, affinchè possa svolgersi in maniera armoniosa.
Il tutto, ovviamente, nel rispetto delle scelte delle madri e del loro sentire, troppo spesso trascurato.



