Quattro strategie vincenti per risolvere un problema

Spesso la vita pone di fronte ad ostacoli, dilemmi e difficoltà. In genere, molti reagiscono a questi imprevisti cercando di distrarsi attraverso la televisione, internet o, ancor peggio, alcool e droga. In realtà, questo porta ad evitare il problema ma non a risolverlo. Altri invece possono imporre le proprie esigenze con la violenza: se non vanno più d’accordo col proprio partner lo tradiscono; se non sono contenti del proprio corpo ricorrono al chirurgo estetico; se hanno paura di perdere una gara usano il doping per aumentare le probabilità di vittoria. Tuttavia, queste modalità non portano ad un miglioramento o ad una crescita personale, ma soltanto a soddisfare i propri bisogni egoistici, a scapito degli altri e della propria salute.

 

Quattro strategie vincenti per risolvere un problema

 

Quattro strategie vincenti per risolvere un problema

Cosa fare dunque di fronte ad un problema? Ecco quattro consigli utili:

Cercare di considerarlo come una sfida e non come un pericolo: Ad esempio, una richiesta difficile e complicata potrebbe spaventare, ma anche motivare ad impegnarsi di più e darsi da fare. Nel primo caso, oltre a sperimentare una sensazione di ansia e disagio, tutto il corpo si preparerà a difendersi dalla possibile minaccia, attivando il sistema immunitario e aumentando la produzione di cortisolo, il cosiddetto ormone dello stress. Questo può sfociare in problematiche psicosomatiche, come gastriti, cefalee tensive e dolori cervicali. Se invece si considera la situazione che si ha fronte come un’occasione per mettersi alla prova, allora si riuscirà a mantenere un’attitudine positiva e si proveranno con più facilità emozioni piacevoli come felicità, coinvolgimento ed eccitazione. Inoltre, sarà anche più semplice ottenere successo e riuscire nell’impresa. La soluzione del problema, dunque, sta proprio nel cambiare occhi sul problema stesso, a volte non è facile, ma anziché focalizzarci sul possibile fallimento, chiediamoci quali capacità e qualità potremmo dimostrare od ottenere cercando di affrontare la situazione. Se ad esempio ci viene chiesto di parlare in pubblico e questo ci spaventa, anziché concentrarsi su tutto quello che potrebbe non andar bene, è conveniente pensare a cosa potremmo ricavare dall’esperienza: maggior fiducia in sé, la possibilità di esprimere la nostra opinione e ricevere in cambio ascolto, attenzione e magari anche apprezzamento.

Considerarsi causa e non effetto: molto spesso si affrontano i problemi lamentandosi. Ci si lamenta di tante cose: del caldo, dei ladri, dei giovani che non sono più quelli di una volta, dei politici, ecc… Questo può anche aiutare a sfogarci, ma non a risolvere il problema. Magari è anche vero che l’ambiente esterno è ostile o sfavorevole, ma continuare a porre attenzione su ciò che non va intorno a noi non soltanto non cambia niente, ma riduce ancor di più le speranze di farcela. È preferibile invece chiedersi cosa possiamo fare noi per modificare la situazione, come se essa dipendesse da noi. In altre parole, anziché considerarsi effetto delle circostanze negative che percepiamo, è più efficace pensarsi come cause del proprio problema attuale. Ad esempio, non è molto utile pensare di andare male in un esame perché il professore ce l’ha con noi o di litigare con la propria moglie perché lei è testarda o ancora di bere alcool perché tutti fanno così. Piuttosto, chiediamoci come possiamo prepararci alle possibili domande infide del professore, cosa possiamo fare per farci ascoltare dalla moglie, come possiamo resistere all’alcool. Questo ridurrà il senso di frustrazione che di solito generano i problemi e ci darà maggior controllo sulla situazione.

Rinunciare a voler cambiare gli altri: il comportamento delle altre persone non è sotto il nostro potere e non possiamo pretendere di modificarlo a nostro piacimento. Come affermato nel punto precedente, infatti, focalizzarci su cosa dovrebbe mutare nell’ambiente esterno non porta ad alcun risultato e anzi, nelle relazioni interpersonali, può addirittura peggiorare il rapporto: se pensiamo di uscire da un litigio continuando a recriminare all’altro le sue colpe, più che convincerlo spesso lo irriteremo ancora di più e finiremo per continuare la baruffa. Meglio allora interrogarsi sul proprio atteggiamento, cercando di capire come comportarsi per ottenere l’effetto sperato.

 

Ascoltare le proprie emozioni: una situazione problematica può generare ansia, stress e depressione. Parlarne con un amico fidato può essere utile per sfogare queste sensazioni e sentirsi meno soli. Anche consultare un terapeuta è efficace: potrà illuminarci su come gestire queste emozioni, comprendendo meglio le loro dinamiche e offrendoci ascolto. Spesso, se ci si occupa del proprio stato d’animo e lo si racconta a qualcuno è anche più facile poi affrontare ciò che preoccupa.

 

 

 

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