Sbalzi d’umore durante il ciclo? Scopri tutto sulla sindrome premestruale!

Sindrome premestruale e Disturbo Disforico premestruale

La sindrome premestruale si manifesta con un malessere diffuso, accompagnato da maggior irritabilità e nervosismo, in concomitanza con il ciclo mestruale. Diversamente da quello che molte donne credono, però, questi sintomi non compaiono durante la fatidica settimana, ma nei sette giorni precedenti, come appunto suggerisce il termine stesso “premestruale”. Si stima che all’incirca l’85% della popolazione femminile lamenti dei lievi fastidi in questo periodo del mese, ma la percentuale di coloro che presentano un disagio più marcato oscilla fra il 20% e il 25%. In particolare, sebbene la sindrome premestruale possa comparire fin dal menarca, ossia fin dalle prime mestruazioni, sembra che ad essere più colpite siano le donne fra i 30 e i 40 anni.

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Qualcuno, però, risente così pesantemente di questa problematica da sfociare in una condizione patologica chiamata Disturbo Disforico premestruale, che si differenzia dall’omonima sindrome per una maggiore intensità dei sintomi, che ostacolano la persona nello svolgimento delle attività quotidiane, causando un disagio particolarmente forte ed invalidante. I sintomi principali di questo disturbo sono frequenti sbalzi d’umore, rabbia ed aggressività elevate, ansia eccessiva e stato d’animo depresso. Accanto a queste manifestazioni emotive, ricorrono spesso anche mancanza di concentrazione, perdita di interesse per le attività normalmente ritenute piacevoli, disturbi del sonno e fastidi a livello corporeo come gonfiore, dolori articolari e tensione mammaria.

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I falsi miti sulla sindrome premestruale

Spesso, molte donne tendono a giustificare i loro modi scortesi e i nervi a fior di pelle dicendo che è tutta colpa degli ormoni e che non ci si può far nulla. Ahimè, sebbene gli sbalzi d’umore siano inconsapevoli e involontari, in realtà i fattori biologici ed ormonali non sono la causa primaria di questo disagio. Essi infatti esercitano sì un’influenza sullo stato d’animo, ma non così marcata; a spiegare i sintomi della sindrome premestruale e ancor di più del Disturbo Disforico premestruale sarebbero invece gli aspetti psicologici. Anche se non è stata individuata la genesi precisa all’origine della problematica, diversi studi hanno messo in luce come le donne che già soffrono di disturbi affettivi, come l’ansia o la depressione, siano più predisposte a tale sintomatologia; inoltre, pare che alcuni tratti di personalità, come il perfezionismo, si associno frequentemente alla sindrome premestruale. Uno dei fattori più rilevanti è però la difficoltà nel gestire e regolare le emozioni, difficoltà che si riscontra spesso in queste pazienti; più nello specifico, la rabbia è frequentemente collegata al disagio provato durante il ciclo. Infine, secondo alcuni autori, sarebbero implicati in questo quadro anche aspetti culturali e sociali: in particolare, le credenze religiose e popolari sulle mestruazioni o, più in generale, sul corpo femminile paiono influenzare il modo in cui la donna vive il proprio ciclo e le emozioni che prova nei confronti di sé stessa e del suo fisico.

Il trattamento

Nel caso di fastidi molto lievi, sono tanti i rimedi possibili per alleviare il disagio. Spesso si sconsiglia alle donne di praticare attività fisica durante il ciclo, in particolare durante i primi giorni; in realtà, non c’è niente di più sbagliato: un moderato esercizio aerobico permette infatti di produrre endorfine, gli ormoni collegati alla felicità che tendono a subire naturalmente un calo prima e durante le mestruazioni. Altrettanto importante sarebbe poi limitare il consumo di sale, caffè e dolci, prediligendo i carboidrati complessi come la pasta o il pane integrale; si può inoltre consultare il farmacista o l’erborista per assumere integratori o prodotti fitoterapici utili a ridurre i sintomi.

Infine, le tecniche di rilassamento esercitano dei benefici notevoli sull’umore e sulla gestione dello stress, accrescendo la consapevolezza delle proprie emozioni e facilitandone il controllo: è pertanto consigliabile rivolgersi ad uno psicologo per imparare a praticarle.

Nel caso invece di Disturbo Disforico premestruale, è raccomandabile affrontare un percorso psicoterapico.

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