7 cose che forse non conosci sull’invidia

L’invidia deriva dal desiderio di avere qualcosa che un altro possiede. È un’emozione complessa e ricca di sfumature: si può manifestare con tristezza, rabbia, frustrazione, depressione, sentimenti malevoli nei confronti della persona invidiata, insoddisfazione. In effetti, l’intensità di questi stati d’animo negativi e la difficoltà nel controllarli ha fatto sì che l’invidia sia spesso considerata alla stessa stregua di un pericoloso veleno; si pensi ad esempio alla descrizione che Dante fa degli invidiosi nella Divina Commedia: la loro condanna, ossia il fatto di avere gli occhi cuciti col fil di ferro, è così dura che Dante stesso non può non commuoversi.

 

7 cose che forse non conosci sull’invidia

Ma l’invidia è davvero così terribile? Cosa ci porta ad essere invidiosi? Di seguito, troverai delle interessanti curiosità da scoprire riguardo all’invidia:

1. L’invidia ha uno scopo evolutivo:

Ebbene sì, l’invidia, sebbene spiacevole, ha in realtà ricoperto un ruolo fondamentale nell’evoluzione della specie umana. Essa, infatti, porta a voler procacciarsi ciò che l’altro ha, sprona all’azione, motiva ad impegnarsi per colmare il senso di inferiorità che si prova: tutto questo era determinante quando gli uomini dovevano combattere e competere per procurarsi il cibo e poter riprodursi. L’invidia, insomma, era un grande alleato nella lotta per la sopravvivenza. Essa, infatti, stimola regioni del cervello molto antiche e attiva impulsi primordiali.

 

2. L’invidia è alla base della nostra idea di giustizia

Il confronto con chi ha più di noi ci spinge a desiderare una situazione maggiormente egualitaria, pretendendo di ottenere lo stesso risultato o livellando la disparità. L’invidia, dunque, come già Freud aveva ipotizzato, sarebbe strettamente connessa al nostro senso innato di giustizia e al bisogno di parità ed equità.

 

3. L’invidia non è sempre cattiva

Diversi studi in psicologia hanno evidenziato l’esistenza di due tipi di invidia, una “buona” e l’altra “cattiva.” La prima porta a concentrarsi sull’oggetto che si vorrebbe, ma non comporta malevolenza nei confronti della persona invidiata; anzi, spesso si riconoscono i meriti di quest’ultima e il fatto che si sia guadagnata ciò cui anche noi ambiamo. L’invidia “cattiva”, invece, pone il suo bersaglio proprio sulla persona invidiata, che è oggetto di risentimento, collera e disappunto. Chi prova questo tipo di invidia spera ardentemente che la persona possa perdere il vantaggio rispetto a lui ed è soddisfatto se effettivamente le capita qualcosa di male.

 

4. L’invidia è donna… ma anche uomo!

In genere, l’invidia è considerata un sentimento prevalentemente femminile. Si tratta però di un falso mito, perché in realtà anche i maschietti non ne sono immuni, anzi. Sia uomini che donne invidiano; la differenza è che i primi lo fanno soprattutto in ambito lavorativo ed economico, mentre le seconde in campo relazionale. Normalmente, dunque, gli uomini tenderanno ad invidiare chi ha uno status sociale più alto, mentre le donne provano invidia nei confronti di chi ha un rapporto di coppia felice.

 

5. I giovani sono più invidiosi

Se non ci sono differenze fra i sessi nella propensione all’invidia, lo stesso non si può dire delle diverse età. Pare infatti che adolescenti e giovani adulti siano più tendenti a quest’emozione rispetto ai bambini o agli anziani. In effetti, non è strano considerando il fatto che questa è l’età in cui si forma la propria personalità e si costituisce una propria identità: ci si confronta con gli altri proprio per valutare sé stessi e i propri limiti.

 

6. I social media aumentano il livello di invidia:

È scontato come le nuove tecnologie abbiano un impatto su questo sentimento: vedere sempre selfies di persone belle e felici accresce l’invidia e suscita sentimenti di inadeguatezza, inferiorità e tristezza, soprattutto in chi già di per sé si sente insicuro. È bene ricordarsi, però, che ciò che si vede in rete non sempre corrisponde a realtà e che si tende a dare un’immagine di sé migliore di quella effettiva.

 

7. L’invidia è l’emozione che viene nascosta di più:

Raramente si ammette di provare invidia, perché equivale a manifestare un proprio svantaggio e una condizione di inferiorità. Questo rende l’invidia l’emozione in assoluto più difficile da confidare ed esprimere agli altri e quella che più di tutte genera vergogna in chi la prova.

 

Quando l’invidia è troppo difficile da sopportare, considera la possibilità di rivolgerti ad uno psicoterapeuta, che può aiutarti a comprendere e gestire meglio quest’emozione. In più, una terapia potrebbe aiutarti a superare il senso di insicurezza e inadeguatezza, dato che spesso l’invidia nasce proprio da un basso livello di autostima. Inoltre, esplorare questo sentimento in un percorso psicologico può essere utile anche per lavorare sui tuoi obiettivi: concentrandosi su ciò di cui senti la mancanza, si può costruire un piano per migliorare te stesso e raggiungere i risultati che vorresti.

 

 

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