Il metodo Montessori per gli anziani

Il metodo Montessori

Il metodo Montessori è un sistema educativo sviluppato negli anni ’20 e adottato in molte scuole in tutto il mondo. Si basa su un tipo di apprendimento che rispetta lo sviluppo psicofisico del bambino, puntando alla sua indipendenza ed integrando momenti ludici per rendere le lezioni stimolanti e piacevoli.
Successivamente, lo psicologo Cameron Camp cercò di adattare il metodo Montessori agli anziani che soffrivano di demenza, ottenendo fin da subito risultati ampiamente positivi.

 

Il metodo Montessori per gli anziani

 

I benefici del programma Montessori nella cura degli anziani

Integrare alcune attività montessoriane nella routine dei pazienti geriatrici può rivelarsi una scelta estremamente utile ed interessante. In primis, piccoli giochi tratti da questa forma di pedagogia possono essere proposti e realizzati da tutti, anche dai parenti, e non solo dagli operatori sociali. Ciò fa del metodo Montessori un’opportunità per migliorare la relazione fra l’anziano e chi si prende cura di lui. Cosa più importante, le attività di questo programma permettono al paziente di sentirsi nuovamente autonomo, capace di svolgere da sé semplici azioni quotidiane e attivo, impegnato. Nonostante le compromissioni dovute alla vecchiaia e ad un eventuale demenza, infatti, anche gli anziani presentano il bisogno di essere indipendenti, autosufficienti e realizzati. La depressione che spesso insorge in questo periodo è in genere aggravata proprio dalla perdita di tutte le proprie capacità e dalla tendenza di molti caregiver a sostituirsi in tutto e per tutto alla persona, trattandola come se fosse un bambino.

Aree di intervento e semplici spunti

Diversi sono gli ambiti sui quali si può intervenire attraverso il Metodo Montessori:

  • Cognizione: tanti sono i modi con cui si possono esercitare le funzioni dell’intelletto, come la memoria e il pensiero logico. Agli anziani con minori compromissioni possono essere proposte discussioni su temi di attualità, giochi di enigmistica e indovinelli. Ai pazienti che soffrono di demenza moderata o grave, invece, possono essere più adatti semplici puzzle in cui si deve collegare l’immagine di un oggetto alla sua definizione.
  • Attività quotidiane: un trucco utile per sviluppare l’autonomia degli anziani è quello di scomporre alcune azioni abitudinarie, come fare il letto o sistemare la biancheria, in sequenze di gesti molto semplici. Ci si può cimentare col giardinaggio, con la cucina o semplicemente con l’abbinare e piegare calzini, purché sia qualcosa che piaccia alla persona e la coinvolga.
    Movimento: anche ai pazienti più compromessi si possono proporre semplici esercizi motori per aiutare a tenere il corpo allenato. Alcuni movimenti fattibili sono ad esempio quello di fingere di staccare un frutto da un ramo, di cogliere un fiore da terra o di versare l’acqua in un vaso.
  • Sensorialità: le attività sensoriali sono molto importanti e aiutano a tenere la mente vigile e lucida. Si può far annusare all’anziano diversi aromi o candele profumate e chiedergli di riconoscere i vari odori, oppure bendarlo e chiedergli di distinguere i differenti sapori dei cibi che gli farete assaggiare.
  • Musica: la musica è una delle attività che in genere risultano più gradite o coinvolgenti agli anziani. Si possono ascoltare e cantare insieme canzoni note, come inni popolari o religiosi; far suonare uno strumento, anche solo battendo su un tamburo o toccando un campanello; per i più attivi, persino ballare.
  • Arte: i pazienti geriatrici spesso conservano molta creatività: si può chiedere loro di disegnare o colorare.
  • Socializzazione: incrementare i contatti sociali è sempre un buon modo per stimolare e divertire gli anziani. Fare semplici conversazioni aiuta a farli sentire amati, coinvolti ed apprezzati.

Implementare queste attività, portando molti benefici nella vita degli anziani, aiuta anche i loro parenti a sentirsi meno stressati e sollevati. Assistere un malato è però un compito che resta difficile e molto pesante: leggi questo articolo http://damianopellizzari.it/2019/07/31/limportanza-di-sostenere-i-familiari-di-pazienti-affetti-da-demenza/ per avere altri spunti e suggerimenti!

 

 

 

 

 

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