Come superare un tradimento

Diversi motivi possono spingere a tradire: essere attratti da un’altra persona, percepire il proprio rapporto di coppia come monotono e ripetitivo, affrontare un periodo difficile all’interno della propria relazione dovuto ad esempio all’arrivo di un figlio.

A prescindere dalla ragione per cui viene commesso, però, un tradimento ha un effetto distruttivo ed estremamente negativo sul legame fra i due partner. Questo comportamento intacca infatti una delle basi più importanti di un solido rapporto, ossia la fiducia. Dopo un avvenimento del genere, è normale che chi è stato tradito si senta in crisi e confuso, scoprendo che la persona che credeva di conoscere è diversa da ciò che pensava; crescono il sospetto e la gelosia; vengono meno tutte le certezze riguardo non solo alla relazione, ma anche alla propria vita. D’altra parte, proprio per la paura che il coniuge possa ripetere il suo stesso sbaglio, anche chi tradisce diventa spesso più possessivo e insicuro. Infine, scoprire di essere stati traditi smentisce il nostro desiderio di essere unici e speciali. Questo bisogno è oggi ancora più forte perché la nostra società, esaltando la perfezione e il culto di sé attraverso i selfies e le storie postate sui social, ci rende narcisisti, ossia concentrati su noi stessi e smaniosi di protagonismo. Un tradimento porta quindi un dolore e una ferita nella propria autostima ancora più grandi se considerati alla luce del contesto in cui viviamo.

Scegliere se rimanere assieme dopo un tradimento o separarsi definitivamente è una decisione dura da prendere e dipende non solo dalla qualità del rapporto precedente al fatto, ma anche dalla personalità di chi viene tradito, dai suoi valori e dall’importanza che attribuisce alla dimensione sessuale. Sia che si opti per la fine della storia o che si voglia provare a continuare, si deve comunque fronteggiare un percorso difficile. In un caso infatti si dovrà fare i conti con il senso di vuoto e di solitudine lasciato dalla mancanza del partner, con lo sconvolgimento della propria routine e con un vissuto di fallimento; nell’altro, occorrerà invece riacquistare fiducia, liberarsi dal peso del passato, ritrovare un’armonia di coppia molto difficile da ripristinare.

In entrambe le situazioni, ciò che può essere davvero d’aiuto e favorire il benessere della persona è l’accettazione di quanto successo e il perdono nei confronti di chi ha tradito. Sembra una cosa ingiusta e paradossale, ma accogliere l’evento accaduto, anche se estremamente negativo, è indispensabile per andare avanti. Un comportamento tipico di chi è stato tradito, infatti, è quello di tormentare il partner con domande per sapere i dettagli su come la cosa sia avvenuta; le richieste più frequenti sono perché sia andato proprio con quella persona, che cos’ha lei in più, quando e come si sono conosciuti, ecc. Questa pretesa di particolari, anche se normale e spontanea, ha un effetto distruttivo perché, oltre a sfinire il partner, costringe a porre tutta la propria attenzione sul tradimento, a rimanere concentrati sul trauma e a rimuginarci in modo ossessivo. In più, fare confronti con la persona con la quale l’altro ha tradito porta a sentirsi inadeguati e inferiori, anche se in realtà non è affatto così. Questa tendenza, che viene messa in atto per poter dare una spiegazione a quanto avvenuto, aggrava in realtà il vissuto di chi è stato ferito e lo mette nella condizione di non darsi pace.

Accettare il tradimento, invece, non consiste nel voler cercare a tutti i costi il come o il perché, ma nel prendere atto di quello che è successo, accogliere le emozioni che ne conseguono e sentirsi liberi di esprimerle, di viverle. Importante a questo proposito è anche il fatto di perdonare il partner, persino nel caso in cui ci si separi da lui. Il perdono non va inteso come un modo per dimenticare il torto subito, né una negazione del fatto che l’altro ci abbia feriti o una giustificazione del suo comportamento. Perdonare, in questo caso, significa riuscire a non farsi prendere dal rancore e dall’astio e a rimanere consapevoli del fatto che l’altro, pur avendoci trattato male e pur non essendo forse quello giusto, abbia anche condiviso con noi esperienze positive, ci abbia insegnato qualcosa e ci abbia fatto crescere, nonostante- o a volte proprio grazie a- i suoi errori. Perdonare significa quindi vedere il partner nella sua totalità, non solo per il suo tradimento, ma anche per tutte le caratteristiche, belle e meno belle, che lo contraddistinguono. L’odio, infatti, danneggia più sé stessi che gli altri, e impedisce di voltare davvero pagina.
Ovviamente, la strada dell’accettazione e del perdono non è facile e richiede tempo. È assolutamente normale sentirsi arrabbiati, confusi e smarriti, soprattutto nei primi tempi, e non ci si deve forzare a provare sentimenti diversi. Uno psicologo può sostenere te, ed eventualmente il tuo partner, in questo periodo complesso, aiutandoti a gestire ciò che provi e accompagnandoti gradualmente nel doloroso- ma benefico- percorso del perdono.

 

 

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