L’invecchiamento rappresenta un periodo di forte cambiamento nella vita di una persona. Il corpo si indebolisce, i sensi si fanno meno acuti, si perdono memoria e concentrazione. Le modifiche cui si va incontro, sia fisiche che psicologiche, sono così imponenti che si può sperimentare un senso di smarrimento e confusione, non riconoscendo più sé stessi. Basti pensare, infatti, che anche caratteristiche fondamentali ma date spesso per scontate, come la voce, possono essere mutate a causa dei naturali processi fisiologici, trasmettendo all’anziano un senso di estraneità rispetto a sé. Inoltre, percepirsi incapace di svolgere attività che prima richiedevano poca fatica, come scrivere, leggere o cucinare, può essere fonte di enorme sofferenza; in particolare, una delle aree in cui si tende a sperimentare maggior disagio è quella della sessualità, che in età senile diventa più difficoltosa a causa dei cambiamenti fisici e degli stereotipi connessi all’avere rapporti anche in tale periodo di vita.

La depressione nell’anziano: cause e rimedi
Tutti questi fattori possono provocare depressione nell’anziano, da non sottovalutare perché molto pericolosa: essa, infatti, accelera i normali processi di invecchiamento e abbassa le aspettative di vita, oltre a peggiorarne significativamente la qualità; a quest’età, è in genere più difficile intervenire, anche perché l’anziano, vedendo poco tempo di fronte a sé, è meno motivato al cambiamento e alla crescita personale. È perciò importante distinguere i primi sintomi di questa patologia per intervenire tempestivamente: essi, non molto diversi da quelli della depressione in altre fasi del ciclo di vita, comprendono tristezza, apatia, ritardo o agitazione psicomotoria, stanchezza, mancanza di concentrazione, disturbi del sonno e dell’appetito. Nel caso degli anziani, purtroppo, la depressione può essere talvolta confusa con una forma di demenza, perché anch’essa provoca un rallentamento cognitivo, perdita di memoria e attenzione. Se infatti si notano queste caratteristiche in una persona oltre i 65 anni, è bene procedere con una valutazione accurata e multidisciplinare: attraverso esami specifici i medici e gli psicologi sapranno diagnosticare con precisione la problematica.
Cosa fare nel caso l’esito confermi la presenza di depressione?
La terapia psicologica resta l’intervento da prediligere: un bravo psicoterapeuta saprà accompagnare il paziente in quest’ultima parte della vita, aiutandolo ad accettare i suoi nuovi limiti e valorizzando i punti di forza, così da rinforzare l’autostima. Inoltre, il professionista permette alla persona di poter lavorare sul suo passato, integrando così i ricordi di un tempo con la persona che si è diventata ora, ridando un senso di identità e di importanza al cliente. Un occhio di riguardo viene poi dato alla sfera della sessualità: con tatto e delicatezza, infatti, il clinico affronterà le problematiche sperimentate in quest’ambito e fornirà consigli su come superarle o accettarle per poter praticare comunque dei rapporti. Va normalizzato il vissuto del paziente, che dev’essere informato sui cambiamenti fisiologici connessi all’invecchiamento per sentirsi compreso e accettato; è bene precisare a quali mutamenti l’amplesso andrà inevitabilmente incontro in termini di qualità e durata, sottolineando come questi però non debbano implicare una rinuncia alla sessualità e anzi possano addirittura aumentare il senso di piacere: nell’uomo, ad esempio, si allungano i tempi necessari per raggiungere l’eiaculazione, fornendo così più soddisfazione alla coppia. In età senile diventa inoltre maggiormente importante il valore della tenerezza e dell’intimità, che in gioventù può passare di secondo piano rispetto alla passione e al godimento fisico.
Per quanto riguarda ciò che possono fare i familiari, è bene incentivare al massimo le occasioni di socialità: incontrare qualcun altro, infatti, permette all’anziano di sentirsi parte di un gruppo, di essere accettato e accolto; stare a contatto con i giovani, in particolare, può offrire l’opportunità di raccontare le proprie esperienze e dare consigli, sfruttando così una delle più belle qualità dell’età senile: la saggezza. È importante anche promuovere lo svolgimento di attività fisica: compiere degli esercizi di intensità blanda o moderata ogni giorno, come il pilates, la camminata o l’acquagym, giova non soltanto alla salute del corpo, ma anche a quella mentale. Si stima infatti che muoversi quotidianamente almeno 30 minuti rallenti il decadimento cognitivo e rappresenti la più efficace forma di prevenzione nei confronti della demenza, in particolare quella di Alzheimer. Oltre allo sport, è consigliabile far sì che gli anziani possano coltivare degli hobby o impegnarsi in qualcosa che li faccia sentire utili: percepirsi competenti in una determinata area, infatti, è un antidoto potente al senso di frustrazione e alla mancanza di autoefficacia che normalmente si percepisce in età senile.




