Si stima che circa 34 milioni di italiani sperimentino il disagio della cosiddetta “sindrome da rientro”, una condizione di stress dovuta al ritorno a lavoro dopo un periodo di vacanza. Com’è facile intuire, essa colpisce soprattutto in questo periodo, ossia verso la fine di agosto e per tutto il mese di settembre. I sintomi sono simili a quelli della depressione: ansia, apatia, tristezza, irritabilità, stanchezza, insonnia e affaticamento. In vacanza, infatti, i ritmi rallentano notevolmente e quando ci si deve riaffacciare alla frenesia della vita quotidiana può essere difficile ritrovare la grinta e la concentrazione precedenti. In più, l’idea di dover riprendere a svolgere le solite incombenze può provocare dispiacere e agitazione.

Sindrome da rientro: come alleviarla
Se si adottano però dei semplici accorgimenti, queste sensazioni di malessere possono essere facilmente combattute:
Organizza un rientro graduale: sembra banale, ma la prima arma contro lo stress da ritorno al lavoro è proprio quello di non tuffarvici del tutto e subito. L’ideale sarebbe organizzarsi prima delle vacanze in modo da anticipare qualche consegna per poi poter concedersi un po’ di calma in più oppure distribuire gli appuntamenti e gli incarichi in modo tale da lasciare qualche spazio libero per riposarsi. Se ciò non è possibile e se si devono rispettare degli orari prestabiliti, allora si possono pianificare dei momenti piacevoli, come una merenda particolarmente gustosa per la pausa, una serata in compagnia o un weekend all’aperto. Anche iniziare a programmare un futuro viaggio può essere d’aiuto.
Dai un taglio alla tecnologia: ridurre il tempo dedicato a social e a messaggi permetterà di aumentare la concentrazione, in genere più scarsa dopo le ferie estive, e renderà le pause più rilassanti, in modo da poter fare il pieno di energie. Ci si può, ad esempio, prefissare di controllare il telefonino solo in determinati orari. L’importante inoltre è evitare di stare di fronte allo schermo in tarda serata, perché la sua luce blu rende più difficoltoso il sonno.
Pratica della meditazione o del rilassamento: questa in realtà sarebbe una sana abitudine da coltivare tutto l’anno, ma se non ci abbiamo mai provato questo è un buon momento per iniziare. Uno psicologo o un medico specializzato possono insegnarci dei brevi esercizi per smaltire l’ansia e sentirsi calmi e sereni; in alternativa, è sufficiente prendersi del tempo per fermare ad ascoltare il proprio respiro, ad occhi chiusi, provando a concentrare tutta la propria attenzione solo sull’aria che entra ed esce. È un’ottima strategia per migliorare la qualità del sonno e riempirsi poi di energie, nonché per essere più concentrati sul presente!
Segui una dieta sana: l’alimentazione è fondamentale nei periodi di maggior affaticamento: sì dunque a frutta e verdura in abbondanza e a cereali integrali, che saziano e danno carica a lungo, evitando cali glicemici.
È fondamentale anche bere molto: l’acqua migliora infatti la concentrazione e la memoria. Inoltre, si consiglia di ricordare l’importanza della colazione, che non va mai saltata per poter iniziare al meglio la giornata: l’ideale sarebbe abbinare degli alimenti proteici, come il latte o lo yogurt, a carboidrati complessi, dati per esempio dai fiocchi d’avena o da fette biscottate integrali, accompagnando il tutto con un po’ di frutta. Se piacciono i dolci, poi, questo è il momento giusto per concedersi un po’ di cioccolato fondente, che, con il suo apporto di magnesio, combatte la stanchezza e l’affaticamento.
Coccolati: ritaglia dei momenti, nel corso della tua routine, per fare ciò che più ti piace, come leggere un libro, guardare un film o fare un bagno caldo. È sempre importante, infatti, vivere delle sensazioni piacevoli e trovare dei momenti per sé stessi. Inoltre, sarebbe bene ricavare del tempo per praticare attività fisica, riattivando così il metabolismo impigrito dagli sgarri delle vacanze. Mantenersi in forma aiuta anche a sentirsi più attivi ed energici.
Se questi consigli non bastano e se il disagio sperimentato è ancora molto forte, allora c’è da chiedersi se quello che provi sia davvero una banale “sindrome da rientro” o piuttosto una forma, magari lieve, di depressione, forse legata a problematiche connesse al tuo lavoro. In questo caso, non sottovalutare la cosa e parlane con uno psicologo, che saprà fornirti i giusti consigli su come affrontare e risolvere la situazione.




