Nell’oggi cammina già il domani.
(Samuel Taylor Coleridge)
Quando una persona soffre di una particolare problematica e si rivolge ad uno psicologo, spesso inizia un lungo percorso per sondare le cause del malessere nella sua storia e negli eventi passati. La tendenza ad esplorare il passato, in particolare l’infanzia del paziente, per individuare i fattori scatenanti il suo disagio deriva da una lunga tradizione in psicologia, inaugurata da Sigmund Freud. Il rinomato medico austriaco, infatti, ha fondato l’approccio chiamato “psicoanalisi”, secondo cui ogni sintomo espresso dal paziente deriverebbe da traumi avvenuti nei primi cinque anni di vita. Freud, infatti, riteneva che questo periodo fosse fondamentale per lo strutturarsi della personalità e per la salute mentale dell’individuo. In effetti, le ricerche mostrerebbero come le esperienze infantili esercitino un’influenza fondamentale sulla psiche della persona, continuando a condizionarne il comportamento e i pensieri anche in età adulta; in particolare, sarebbero cruciali le prime relazioni che il bambino instaura, ossia quelle con i propri familiari: esse infatti determinerebbero il suo futuro modo di approcciarsi ai rapporti interpersonali e di stringere legami.

Alla luce di queste considerazioni, è ragionevole ipotizzare che le ragioni per cui un individuo soffra affondino le radici nel suo passato più remoto e proprio per questo può essere utile indagarlo.
Tuttavia, teorie e studi più recenti hanno esaminato anche l’imprescindibile importanza del presente per il benessere del paziente. Non solo eventi passati, infatti, ma anche circostanze contemporanee possono essere alla base del comportamento e delle difficoltà di una persona: convinzioni errate su di sé e sugli altri, stress, storie d’amore finite o situazioni lavorative pesanti costituiscono spesso un terreno fertile per l’instaurarsi di problematiche personali. Non di rado è sufficiente modificare qualcuno di questi fattori o cambiare il modo in cui il paziente interpreta e reagisce ai fatti che gli accadono per migliorare la sua qualità di vita e affrontare il disagio che lamenta; ecco perché, talvolta, indagare il passato può essere una fatica superflua e poco necessaria, visto che è sufficiente lavorare sul presente per ottenere miglioramenti apprezzabili.
Ciò nonostante, esiste un’altra dimensione temporale che quasi mai viene presa in considerazione, ma che può rivelarsi essenziale per comprendere e risolvere le proprie difficoltà: il futuro. Potrebbe sembrare ridicolo e fuorviante cercare la fonte del proprio disagio in qualcosa che ancora deve accadere, ma in realtà l’avvenire esercita un’ enorme influenza sul nostro comportamento, sulle nostre scelte e sulle nostre emozioni. Immaginiamo ad esempio di incontrare due liceali: uno, agevolato dalle risorse finanziarie dei genitori, sa che appena conseguito il diploma potrà volare negli Stati Uniti e frequentare un prestigioso college per studiare ciò che più gli piace, a patto che ottenga buoni voti; l’altro, invece, vorrebbe iscriversi a lingue ma sarà costretto dal padre a frequentare ingegneria per poter lavorare poi nell’azienda di famiglia. Verosimilmente, il primo, fiducioso in ciò che lo aspetta e motivato a perseguire gli obiettivi che si è prescelto, affronterà con impegno e grinta la vita scolastica, mentre il secondo più probabilmente sperimenterà sensazioni come ansia, frustrazione e noia e farà molta più fatica ad impegnarsi per raggiungere il traguardo del diploma. Ciò che fa la differenza, in questo caso, non è tanto la storia dei due ragazzi o la loro personalità, quanto i loro piani per il futuro: i programmi che elaboriamo, le aspettative che sviluppiamo, ma soprattutto il modo in cui ci rapportiamo all’avvenire sono fattori importanti che contribuiscono al nostro equilibrio interiore e al nostro benessere.
Essere fiduciosi e speranzosi nei fatti venturi ci aiuterà a sentirci più soddisfatti e a tirar fuori il meglio di noi stessi, mentre credere di non poter raggiungere i propri obiettivi o al contrario non averne affatto ci indurrà sensazioni di delusione, scoramento e confusione, impedendoci di affrontare con motivazione e serenità la vita quotidiana. Anche l’importanza stessa che si attribuisce alla vita ventura non è da trascurare: dare infatti troppo peso al futuro e specialmente ai possibili ostacoli che esso potrebbe celare può generare ansia e stress, impedendo di vivere appieno il momento presente; al contrario, non preoccuparsi minimamente delle conseguenze delle proprie azioni e curarsi solo del qui ed ora può far correre il rischio di intraprendere scelte azzardate e azioni sconsiderate.
Tenendo conto di quanto illustrato, è dunque importante considerare anche questa dimensione temporale per raggiungere un miglior benessere: un terapeuta preparato saprà aiutarti ad esaminare il tuo rapporto con il futuro e, eventualmente, a migliorarlo.



