La voce dei bambini – Riconoscere i disturbi vocali dei piccoli e capirne l’importanza

In molti ricorderanno la strega cattiva della Sirenetta, Ursula. Quella piovra orrenda e spaventosa che tanto incuteva timore aveva compiuto una stregoneria sulla protagonista Ariel, trasformando la sua coda da sirena in un paio di gambe umane, in cambio però della sua voce suadente e musicale. Al di là della bella storia, questa vicenda fa riflettere in modo piacevole e leggero sulla grande importanza rivestita dalla voce. Essa infatti è lo strumento d’eccellenza per la comunicazione, superiore anche a scrittura e messaggistica: diversamente da queste strumentazioni, infatti, la voce permette non solo di produrre dei discorsi, ma anche di enfatizzare con il tono gli aspetti più importanti, di dare sfumature diverse alle parole, di sussurrare o di urlare. Anselmi e Pietrantuomo, inoltre, distinguono tre differenti tipologie di voce, attribuendo a tutte una grande importanza sia sul piano somatico che psicologico: la voce animale, finalizzata alla sopravvivenza ed atta al richiamo sessuale, all’espressione del dolore e alla segnalazione territoriale; la voce emotiva, importante nello scambio e nella comunicazione di affetti con l’altro; la voce culturale, che si sviluppa con il linguaggio verbale. La voce, insomma, è un mezzo di espressione fondamentale di noi stessi ed è proprio per questo che la giovane Ariel, una volta privata del suo dolce canto, si era ritrovata disorientata, persa ed incapace di interagire.

 

La voce dei bambini - Riconoscere i disturbi vocali dei piccoli e capirne l’importanza

Nonostante quella della Sirenetta sia soltanto una fiaba, anche nella vita quotidiana si nascondono tante “Ursule” che attentano la nostra voce, specialmente quella dei più piccoli. I bambini, infatti, non riescono a mostrare i disagi e le sofferenze attraverso le parole, ma possono manifestarli in altre modalità, come i disturbi corporei o vocali. Fra questi ultimi si annoverano per esempio: la tendenza ad utilizzare un tono di voce particolarmente flebile o, al contrario, alto; il rapido affaticamento delle corde vocali; sforzo o affanno nel parlare; frequente tosse o raucedine. Le esperienze di vita dei bambini, infatti, quando particolarmente difficili da affrontare, possono condizionare la loro modalità d’espressione e, quindi, anche la voce: la timidezza, la chiusura e il timore del giudizio degli altri, ad esempio, portano ad utilizzare un tono molto basso; viceversa, quello alto spesso cela rabbia e frustrazione, che possono essere sia proprie del bimbo che diffuse nella famiglia e nell’ambiente in cui vive. Sarebbe quindi opportuno fare attenzione a questi aspetti, che in genere vengono trascurati, perché possono essere campanelli d’allarme di una sofferenza nel bambino; intervenire sulla voce, inoltre, è importante anche perché attraverso di essa si può insegnare ai piccoli come comunicare in modo efficace. In aggiunta, sintomi come quelli sopra riportati espongono spesso al rischio di bullismo ed emarginazione da parte dei pari, che possono prendere in giro il bimbo per la sua voce. Infine, è bene sottolineare che i disturbi vocali derivano a volte non da dinamiche psicologiche, ma da gravi condizioni mediche, come quella del papilloma: anche per questo è fondamentale non sottovalutare tali manifestazioni ed intervenire tempestivamente dopo una diagnosi mirata.

In ogni caso, anche quando la causa del problema è organica, si consiglia di offrire al bambino e alla sua famiglia un buon supporto psicologico, per evitare che il disturbo vocale influenzi negativamente la comunicazione e l’autostima del piccolo, condizionandone poi anche i risultati scolastici e sportivi. È infatti ormai sorpassata l’idea secondo cui mente e corpo sono entità distinte e separate fra loro: oggi è sempre più diffusa la necessità di abbracciare un approccio olistico, che si occupi in maniera integrata dello psico-soma. In quest’ottica, vale dunque la pena dare la giusta importanza alle dinamiche e alle implicazioni psicologiche legate alla voce, per aiutare i bambini a crescere bene e ad affrontare eventuali difficoltà.
Un percorso terapeutico può essere inoltre utile anche a tutti quegli adulti che da anni, a causa delle proprie insicurezze o fragilità, presentano un modo disfunzionale di esprimersi, a causa di un tono troppo basso o troppo alto, che rende loro più difficile essere ascoltati e rispettati. Lavorando sulla voce, lo psicologo potrà aiutare la persona a risollevare la propria autostima e a riuscire ad esprimersi in modo efficace ed affermativo, cosa utile soprattutto per insegnanti, educatori e catechisti.
Magari non si riuscirà a cantare come Ariel, ma di sicuro si sapranno riconoscere e affrontare quelle “Ursule” psicologiche che possono tentare di rubarci la voce!

 

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