Da poco è giunta la notizia di uno scandalo, in America, che coinvolge la famosa azienda farmaceutica Johnson & Johnson. Essa, infatti, sarebbe accusata di aver prodotto e diffuso al pubblico antidolorifici a base di oppio, minimizzandone gli effetti negativi e provocando così uno stato di dipendenza in molti degli acquirenti, nonché, in alcuni casi, la morte per overdose.
Sapere che la salute di queste persone è stata messa a repentaglio proprio da chi la doveva salvaguardare spaventa e allarma. Fatti come questo, infatti, mettono in una condizione di forte insicurezza per quanto riguarda il nostro benessere e tolgono credibilità al personale medico e sanitario. Il rischio è quello di non saper più di chi fidarsi. Come comportarsi dunque per poter salvaguardare il più possibile la propria salute?
Fermo restando che episodi come quello riportato non sono purtroppo prevedibili e che talvolta anche la sfortuna entra in gioco, essere informati è senz’altro un primo step essenziale nella cura e nella protezione del proprio benessere. Avere infatti delle conoscenze rudimentali in ambito medico, seppur non equivalga certamente ad una formazione specifica, permette se non altro di poter meglio capire le parole dei professionisti e di essere più consapevoli circa le proprie scelte in fatto di benessere. Essere al corrente, per esempio, di quali possono essere i rischi e i benefici connessi all’assunzione di alcuni fra i farmaci o sostanze naturali più venduti mette già in una condizione di maggior controllo nel caso in cui li si dovesse utilizzare. Il fatto è che però molto spesso si crede di essere già ben informati, ma purtroppo non è così: Internet, infatti, offre una miniera inesauribile di dati senza però fornire una guida per orientarsi nel mare del web e distinguere i siti più affidabili, con la conseguenza di riempire gli utenti di notizie false e di bufale.

Come informarsi per tutelare la propria salute
Ciò avviene, fra l’altro, in maniera massiccia nel campo della salute, dove molti si spacciano per professionisti e scrivono articoli in cui condannano determinate cure o farmaci senza avere ragioni attendibili. Ecco perché, se si vuole davvero essere informati e se si ha a cuore il proprio benessere, non ci si può limitare a consultare i primi risultati che il web offre, ma si deve avere il tempo e la pazienza di dedicarsi a pubblicazioni scientifiche, le quali forniscono motivazioni sperimentali e attendibili a sostegno della loro tesi. Per distinguere queste ultime dai siti non sicuri, la cosa ideale sarebbe utilizzare motori di ricerca come Google Scholar; se letture di tal tipo sono ostiche e di difficile interpretazione, se non altro è fondamentale controllare le fonti alla fine dell’articolo che stiamo leggendo e chiedersi sempre che prove esso fornisca a favore della sua tesi. In altre parole, è importante mantenere un atteggiamento critico: se per esempio in un sito è scritto che una determinata sostanza fa bene, non si può darlo per vero a priori, ma si devono valutare le argomentazioni che l’autore utilizza e controllare che ci siano stati degli studi sperimentali alla base.
Una volta arricchito il proprio bagaglio culturale di informazioni e conoscenze sanitarie, si sarà in grado di approcciarsi con più consapevolezza a tematiche legate alla salute. Questo step, tuttavia, non è l’unico da compiere: il secondo, infatti, resta sempre e comunque quello di consultare un medico o un farmacista, soprattutto se si soffre di una problematica specifica. Il cercare informazioni da soli, infatti, sebbene sia utile, non ci rende certo degli esperti e non può mai sostituire la preparazione di una figura competente: arrangiarsi ci metterebbe soltanto in una condizione di rischio ulteriore. Se le indicazioni che ci vengono date sono in contrasto con ciò che sappiamo, ci rendono perplessi o se semplicemente abbiamo dei sospetti circa la professionalità del personale, non ci si deve porre in maniera aggressiva con la presunzione di saperne di più: la cosa preferibile è esporre chiaramente i nostri dubbi. Un medico e un farmacista qualificati sapranno spiegare la ragione del loro punto di vista, offrendo magari informazioni o nozioni di cui non eravamo al corrente. Saperne qualcosa di più, insomma, può davvero rassicurarci e illuminarci. Se poi rimangono delle perplessità e non ci si fida di chi si ha di fronte, allora è meglio ricorrere al parere di altri esperti. A volte infatti può capitare davvero di essere sfortunati e di incappare in chi non è preparato; consultare altri colleghi permetterà di avere più punti di vista e di capire se i consigli che ci erano stati dati erano veramente affidabili.
In conclusione, per proteggersi da truffe o dall’incompetenza di persone poco serie, i consigli fondamentali sono due: quello di informarsi e quello di avvalersi, se non ci si sente di potersi fidare, di altri pareri. Diventare paranoici o ricorrere al fai da te, infatti, come ribadito più volte, non è una buona soluzione: per quanto si possa essere brillanti e informati, se si è privi di una formazione specifica e di esperienza si rischia di compiere delle scelte scorrette e di mettere ancor di più a repentaglio la propria salute. D’altra parte, soprattutto visto il recente scandalo, neanche affidarsi completamente e ciecamente del medico senza sapere cosa ci propone può essere vantaggioso; ecco perché è importante essere informati circa le cure cui ci sottoponiamo e pronti a rivolgersi ad altro personale nel caso in cui il trattamento ci procurasse dei dubbi.




