Sospettare che il proprio figlio faccia uso di sostanze o scoprire che effettivamente è così è un momento molto stressante e difficile per un genitore. È normale arrabbiarsi, chiedersi cosa si è fatto di sbagliato ed essere confusi sul da farsi. La situazione, infatti, è pericolosa ed è naturale essere preoccupati e provare un mix di sentimenti negativi.
Ricorda, però, che, per quanto possa apparire duro e complesso, il problema non è mai irrisolvibile.

Cosa fare se il proprio figlio si droga
Per disincentivare tuo figlio da questo comportamento, anziché ricorrere immediatamente a misure drastiche come inserirlo in un percorso di disintossicazione, prova a mettere in pratica questi consigli:
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Confrontati con il tuo partner
Parla con il tuo compagno/a per cercare di capire insieme cosa fare nei confronti del ragazzo. Anche se avete delle idee diverse, provate ad adottare una linea comune o a trovare un compromesso; in ogni caso, è essenziale che vi supportiate a vicenda nel parlare al figlio, senza denigrarvi l’uno con l’altro. Anche nel caso di genitori separati, infatti, avere la stessa opinione rafforza e aumenta il valore di ciò che volete dire a vostro figlio: se invece comunicate pensieri diversi o, peggio, parlate male l’uno dell’altro, il giovane faticherà a ritenere giusta la vostra posizione. Inoltre, l’aiuto e l’appoggio reciproci sono una risorsa fondamentale in periodi di stress così intenso.
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Rimani calmo
Aspettati che, nel tentare un confronto con tuo figlio, potrai ricevere insulti, frasi scioccanti, negazioni ostinate, mutismo o comportamenti aggressivi. Se infatti è normale per te essere arrabbiato e in ansia, pensa a come può sentirsi tuo figlio: anche lui è sicuramente in difficoltà, è teso e spaventato. Tieni conto perciò che potrebbe dire o fare cose che non ti piaceranno; cerca di rimanere calmo e di non essere aggressivo a tua volta, in modo che la conversazione sia costruttiva e non si risolva in uno spiacevole scontro. Se senti di non riuscire a controllare le tue emozioni, piuttosto interrompi la discussione e riprendila in un secondo momento; non esitare poi a chiedere aiuto ad uno psicologo per imparare a gestire l’ansia e la rabbia e acquisire autorevolezza.
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Ascolta
Dare delle regole e spiegare la tua posizione con chiarezza è imprescindibile, ma è altrettanto importante che anche tuo figlio possa dire la sua. Anziché voler parlare sempre tu, cerca di far sì che possa esprimersi e mostra comprensione nei confronti del suo modo di sentire. Ricordagli che gli vuoi bene e non giudicare ciò che ti dice, ma prova piuttosto a chiederti come ti sentiresti al suo posto.
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Chiedi aiuto ad un professionista
Non costringerti ad occuparti di tutto da solo: nessuno è preparato ad essere il genitore di un ragazzo con tossicodipendenza e non esiste, purtroppo, un manuale di soluzioni pronte. Uno psicoterapeuta può essere estremamente d’aiuto sia per te che per tuo figlio.
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