Psiche e musica

A tutti noi è capitato di provare differenti tipi di emozioni quando ascoltiamo la musica, essa infatti possiede un enorme potere nella nostra psiche: può motivare, creare entusiasmo, alleviare la solitudine, indurre la calma, portare gioia e serenità, altre volte alcuni suoni possono indurre invece ansia o angoscia.

Tutte le emozioni che noi proviamo durante questo processo, molto spesso, sono legate a ricordi passati. Possiamo infatti rivivere le stesse sensazioni di quando abbiamo ascoltato quella musica in concomitanza di un evento attivante sia positivo che negativo altre volte invece, alcune peculiarità di brani musicali anche mai ascoltati prima in situazione di non attivazione, permettono comunque di sperimentare delle emozioni forti.
Oltre a fungere da attivatrice, essa viene usata anche in ambito terapeutico con soggetti di ogni età: ad esempio si può scegliere la musica che più ci piace, legata a momenti importanti per ricavarne emozioni positive o negative così da risperimentare memorie ed aiutare a capire sé stessi in situazioni di difficoltà.

Un ulteriore riferimento alla possibilità di utilizzo della musica in ambito terapeutico risiede nella Musicoterapia col fine di perseguire obiettivi preventivi, riabilitativi, di supporto ed educativi, questa, infatti, nasce a partire dalla funzione terapeutica naturalmente “emanata” dalla musica e si configura come una metodologia che affiancandosi ad interventi medici e psicologici, può contribuire ad incrementare il benessere globale psicofisico dell’individuo.

Gli interventi di Musicoterapia, si rivelano molto utili sia per promuovere una libera espressione che per favorire le potenzialità comunicative, affettive e relazionali.
Da un punto di vista biologico, musica e medicina hanno sempre mantenuto una stretta relazione in quanto è in grado di attivare il cervello e di modulare i livelli di eccitazione e rilassamento, agendo sull’attività elettrica di esso.
L’approfondimento sull’effetto che essa ha nel nostro cervello nel campo delle neuroscienze si è sviluppata notevolmente negli ultimi anni. L’evoluzione di strumenti tecnologici come la Risonanza magnetica funzionale (fMRI) o la Stimolazione magnetica transcranica (TMS) ha permesso di visualizzare le parti che vengono attivati del cervello durante gli stimoli musicali
Infine, quindi, è utile ribadire quanto essa sia potente nel determinare il benessere psicofisico del soggetto e che bisogna riconoscerla e saperla sfruttare.

 

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