L’ansia è uno dei motivi più frequenti per cui una persona decide di iniziare un percorso di psicoterapia. Chi soffre di ansia spesso descrive la sensazione di vivere costantemente proiettato nel futuro, anticipando problemi, immaginando scenari negativi e cercando di controllare ciò che ancora non è accaduto.
Nel mio studio di psicoterapia vicino a Castelfranco Veneto accolgo persone che desiderano ritrovare serenità attraverso un approccio cognitivo-strategico e paradossale, orientato alla soluzione del problema in tempi generalmente brevi.
Perché nasce l’ansia?
Dal punto di vista psicologico, possiamo osservare che:
- l’ansia è legata a un pensiero costantemente rivolto al futuro;
- la tristezza e gli stati depressivi tendono invece a essere collegati a un’eccessiva focalizzazione sul passato.
La mente possiede la straordinaria capacità di viaggiare continuamente tra passato, presente e futuro. Il corpo, invece, vive sempre e soltanto nel momento presente.
Per questo motivo uno degli obiettivi principali della terapia è aiutare la persona a ritornare nel “qui e ora”, recuperando il contatto con il proprio corpo e con l’esperienza presente.
Tornare al presente: il primo passo per ridurre l’ansia
Quando la mente corre continuamente verso ciò che potrebbe accadere, aumenta il livello di allarme del sistema nervoso.
L’intervento terapeutico consiste nell’interrompere questo automatismo e riportare progressivamente l’attenzione al presente.
Esistono diverse strategie efficaci.
Il respiro come ancora al presente
Una delle tecniche più semplici consiste nel prendere consapevolezza del proprio respiro.
Non si tratta semplicemente di respirare, ma di osservare il ritmo naturale dell’inspirazione e dell’espirazione, permettendo alla mente di rallentare.
Per questo motivo consiglio spesso anche meditazioni guidate, facilmente reperibili online, che aiutano ad allenare la capacità di rimanere nel presente.
Cantare: una strategia sorprendentemente efficace
Può sembrare insolito, ma il canto rappresenta uno strumento terapeutico molto potente.
Cantare significa:
- ascoltare la propria voce;
- respirare in modo più profondo;
- coinvolgere il corpo;
- interrompere il dialogo interno ansioso.
Sant’Agostino affermava:
“Chi canta prega due volte.”
Al di là del significato religioso della frase, essa sottolinea quanto il canto possa avere un effetto benefico sul benessere psicologico.
Dare una voce all’ansia con il linguaggio paradossale
Uno degli strumenti tipici dell’approccio cognitivo-strategico consiste nel modificare il modo in cui raccontiamo le nostre paure.
Quando chiediamo al paziente di narrare le proprie preoccupazioni usando una lingua inventata — ad esempio:
- finto cinese;
- finto tedesco;
- finto spagnolo;
- oppure sostituendo la “R” con la “L” —
succede qualcosa di interessante.
La mente smette di vivere il racconto come una minaccia reale e comincia a prenderne le distanze.
L’emozione perde intensità e compare una maggiore leggerezza.
Questo tipo di intervento paradossale consente spesso di interrompere il circolo vizioso dell’ansia.
Quanto dura una psicoterapia per l’ansia?
Una delle domande che ricevo più spesso riguarda la durata del percorso.
Quando il problema principale è rappresentato esclusivamente da uno stile cognitivo ansioso, senza particolari problematiche relazionali, lavorative o eventi traumatici ancora irrisolti, il percorso terapeutico può richiedere mediamente una decina di sedute.
Naturalmente ogni persona è diversa.
Se emergono altre difficoltà importanti, come:
- problemi di coppia;
- conflitti familiari;
- stress lavorativo;
- esperienze traumatiche;
- altre condizioni psicologiche,
il percorso può richiedere più tempo.
In ogni caso il mio modo di lavorare è orientato alla soluzione del problema nel minor tempo necessario.
Le psicoterapie che conduco si misurano generalmente in mesi e non in anni.
Psicoterapia per l’ansia a Castelfranco Veneto e provincia di Treviso
Ricevo persone provenienti da:
- Castelfranco Veneto;
- Montebelluna;
- Cittadella;
- Camposampiero;
- Vedelago;
- Resana;
- Treviso;
- Bassano del Grappa;
- Noale;
- Paese;
- Istrana;
- e dai comuni limitrofi.
L’obiettivo della terapia non è eliminare ogni emozione di ansia, ma insegnare alla persona a non esserne più controllata, recuperando libertà, serenità e qualità della vita.
Domande frequenti (FAQ)
Come capire se soffro di ansia?
L’ansia si manifesta spesso con preoccupazioni continue, tensione muscolare, tachicardia, difficoltà a rilassarsi, insonnia e una costante sensazione che possa accadere qualcosa di negativo.
Perché l’ansia è collegata al futuro?
Perché la mente tende ad anticipare eventi che non sono ancora accaduti, immaginando scenari negativi e cercando continuamente di controllarli.
Il respiro può davvero aiutare contro l’ansia?
Sì. Prestare attenzione al respiro permette di riportare l’attenzione al momento presente e ridurre progressivamente l’attivazione fisiologica tipica dell’ansia.
Perché durante la terapia viene suggerito di cantare?
Cantare coinvolge il respiro, il corpo e la voce, interrompendo il dialogo interno ansioso e favorendo uno stato di maggiore calma e presenza.
Cos’è l’approccio cognitivo-strategico e paradossale?
È un modello terapeutico che utilizza tecniche pratiche e spesso controintuitive per interrompere i meccanismi che mantengono il problema, aiutando la persona a trovare nuove modalità di risposta.
Quanto dura una terapia per l’ansia?
Nei casi di ansia senza problematiche più profonde il percorso può richiedere circa dieci sedute. Se sono presenti altre difficoltà personali o relazionali, la durata può essere maggiore.
È possibile guarire dall’ansia?
Nella maggior parte dei casi è possibile imparare a gestire l’ansia fino a farla diventare un’emozione fisiologica e non più un ostacolo alla propria vita quotidiana.
Quando è il momento di rivolgersi a uno psicoterapeuta?
Quando l’ansia limita il lavoro, il sonno, le relazioni o la qualità della vita, è consigliabile chiedere un consulto psicologico.




