Coronavirus: una guida per parlarne ai bambini

Il virus che ha colpito tutto il mondo e anche l’Italia sta mettendo a dura prova la vita di tutti, compresa quella dei bambini, la cui routine è stata stravolta dalla chiusura delle scuole e dei centri sportivi.

I più piccoli possono soffrire molto della situazione, sia a causa dei cambiamenti imposti, sia per il clima di ansia e paura in cui la popolazione si trova. Tanti sono i dubbi e le domande che possono affliggerli, perché magari non si rendono bene conto di cosa stia succedendo o non capiscono l’entità del problema: qualcuno potrebbe anche nutrire paure eccessive e temere per i propri cari.

Dunque, come aiutare i nostri figli a superare questo momento?

La soluzione non è, come diversi adulti sono tentati di fare, evitare di parlarne per non spaventarli. In questo modo, infatti, comunichiamo loro di non essere in grado di gestire le difficoltà e che non possono reggere il peso di questi argomenti. In più, probabilmente rimarrebbero con paure e timori anche più gravi di quelli reali!

È quindi meglio spiegare ai bambini la situazione, mostrandosi disponibili a rispondere a tutte le loro domande e curiosità. Dare informazioni non implica spaventare, anzi, la chiarezza può essere fonte di conforto e sicurezza. In ogni caso, è bene non catastrofizzare la cosa e calmare i piccoli ripetendo loro che sono tanti i medici e i dottori che in questo momento si stanno dando da fare per aiutarci e prevenire la diffusione del virus. Il modo più efficace per tranquillizzarli, poi, è essere noi stessi sereni e rassicuranti: se siamo agitati, infatti, anche loro lo percepiranno. Ovviamente, è importantissimo anche dare loro le regole che siamo tutti tenuti a tenere in questo periodo: si deve quindi enfatizzare la necessità di lavarsi le mani e di stare a casa, spiegando loro che soltanto così possiamo sconfiggere il virus.

b

b

Nell’affrontare l’argomento, occorre però usare parole semplici e comprensibili ai figli, evitando di scendere in dettagli tecnici. Una buona idea per capire come tarare le proprie parole è anche quella di chiedere noi per primi a loro che idea hanno della situazione, che cosa pensano e che cosa hanno capito, per renderci conto di come vivono il momento e di qual è l’interpretazione che ne hanno dato.

In definitiva, non si deve aver timore di discutere con i più piccini del coronavirus, ma è bene farlo con parole chiare, facili e rassicuranti.

Per alleggerire poi ulteriormente il peso di questi giorni, si può approfittare del tanto tempo libero che si ha a disposizione per proporre dei giochi nuovi, divertenti per tutta la famiglia e anche istruttivi. Consiglio, in particolare, il gioco del camaleonte, che si può acquistare o anche scaricare da Internet e poi stampare. Questo gioco è molto simile a quello dell’oca, ma non c’è nessun vincitore o perdente: si conclude infatti solo quando tutti sono arrivati al punto d’arrivo, trasmettendo così un messaggio di solidarietà e rinforzando l’importanza del gioco di squadra! Durante l’attività, inoltre, tutti i partecipanti saranno incoraggiati a parlare delle loro emozioni con gli altri, in uno scambio produttivo e ricco.

Un altro modo interessante e educativo di passare il tempo può essere quello di leggere insieme una fiaba, ma di proporre poi un’attività originale e diversa alla conclusione. Affinché la lettura diventi spunto di riflessione e mezzo di insegnamento, infatti, si può chiedere al bambino di concentrarsi sulle emozioni del protagonista, chiedendogli come pensa che si sia sentito nei diversi momenti della storia. Si può poi invitarlo a pensare ad un momento in cui anche lui ha provato quelle sensazioni e a disegnare la situazione in cui questo è successo.

In conclusione, non lasciamo che il coronavirus turbi la serenità dei nostri figli e anzi, cerchiamo di far tesoro della nuova routine per passare più tempo insieme, divertendoci e coltivando l’affetto e l’amore che ci unisce!

bb

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *