Gestire eventi negativi inattesi

Prefigurarsi degli obiettivi personali e impegnarsi per raggiungerli è una delle capacità più utili e positive per una persona. Talvolta, però, eventi imprevedibili e inattesi possono ostacolare, se non cancellare, i nostri piani, abbattendo le speranze che avevamo costruito e costringendoci a rivedere non solo i nostri programmi, ma anche la nostra intera vita, l’identità che abbiamo costruito.

È questo il caso delle situazioni di emergenza, che possono attentare la nostra salute, sia mentale che fisica. È ciò che sta accadendo proprio in questo momento, a causa della diffusione del Covid-19: qualcuno ha perso le proprie abitudini, altri la sicurezza lavorativa, i risparmi messi da parte o, peggio ancora, i propri cari. Si tratta di una condizione molto difficile e impegnativa, che fa sperimentare ansia e impotenza, perché la pandemia non è sotto il nostro diretto controllo.

In tali situazioni, la cosa migliore è accettare il fatto che non è in nostro potere cambiare le cose. Tuttavia, questo non deve trasformarsi in rassegnazione o disperazione; consiste piuttosto nel guardare in faccia il problema, senza negarlo, e nel concentrarsi sull’adattare le proprie reazioni e rielaborazioni dell’evento in modo più funzionale.

Esaminiamo dunque alcune possibili reazioni all’emergenza, distinguendo quelle rischiose da quelle sane e utili.

Partiamo con le strategie da evitare:

  • Iper-controllo: questa reazione si verifica in persone con aspettative e standard molto elevati, che tendono a programmare tutti gli aspetti della loro vita. A fronte di circostanze difficili e indipendenti dalla propria volontà come quella del coronavirus, l’impossibilità di controllare ciò che sta accadendo porta a trasferire la smania di controllo su altri fattori della propria vita, che sono maggiormente legati al proprio potere, come il peso, il rapporto con gli altri, l’alimentazione. Ecco allora che si inizia a controllare ossessivamente il telefono del partner o l’ago della bilancia. Questo comportamento è fuorviante perché sposta il problema da un’altra parte e dà alla persona l’impressione soltanto illusoria di avere tutto sotto controllo.

  • Coping passivo: questa strategia consiste nel non far nulla e nell’assenza di azioni che potrebbero migliorare la propria situazione.

 

 

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Ecco invece le strategie più utili:

  • Accogliere le emozioni negative: il miglior modo per superare la situazione difficile è quello di accettarla, senza sforzarsi di scacciare o non sentire le proprie sensazioni spiacevoli. Un aiuto in questo senso può venire dalle tecniche di rilassamento o dalla meditazione. Un esercizio semplice è quello di chiudere gli occhi e concentrarsi sul proprio respiro; naturalmente, pensieri ed emozioni negative potranno disturbare: non si deve tentare di mandarli via, ma accettarli senza giudicarli, prendendo semplicemente atto della loro presenza. Ascoltate il vostro corpo, le sensazioni di tensione che il disagio provoca, e provate a rilassare consapevolmente le parti più contratte.

  • Coping attivo: anche se non si può far nulla per cambiare la situazione, si possono comunque impiegare le proprie risorse per fronteggiarla. Ciò implica fare tutto ciò che può essere d’aiuto in questi momenti. Molto positivo è ad esempio il fatto di non trascurare i propri impegni, come il lavoro, per chi lo fa da casa, o la cura di sé stessi attraverso l’igiene, l’alimentazione e l’esercizio fisico: anche se non si ha voglia di dedicarsi a queste cose, esse sono importanti per dare continuità alla vita, per non lasciarsi andare e per ritrovare le energie. Altrettanto fondamentale è confidarsi con un amico o, ancor meglio, chiedere aiuto ad uno psicologo: affidarsi a qualcuno non è segno di debolezza, anzi è un passo importante per reagire in modo positivo alla situazione.

 

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