Phubbing: il peggior ostacolo alle tue relazioni

Cos’è il Phubbing?

La parola “phubbing” forse non rientra nel tuo vocabolario, ma di certo fa parte della tua vita quotidiana. Questo termine deriva dall’unione di “phone”, telefono, e “snobbing”, snobbare, e indica la tendenza a passare il proprio tempo sul cellulare a discapito degli altri, trascurandoli e ignorandoli. Questo comportamento è così comune che spesso non ci si fa nemmeno caso: a tutti è capitato di interrompere la conversazione con un amico perché doveva controllare lo smartphone, o, viceversa, di leggere messaggi o notifiche durante una festa o una cena in compagnia. Nonostante sia un’abitudine tanto diffusa e frequente, in realtà il phubbing è dannoso sia per chi lo pratica che per chi lo riceve, con conseguenze molto più pesanti di ciò che si potrebbe pensare.

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Phubbing: il peggior ostacolo alle tue relazioni

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Gli studiosi Chotpitayasunondh e Douglas1, che più si sono interessati al tema, hanno dimostrato gli effetti negativi di questi comportamenti sulla qualità della comunicazione. In primis, chi tende a snobbare gli altri per il telefonino spesso è motivato proprio dall’ansia di rimanere sconnesso, dal bisogno di sentirsi sempre in contatto con gli altri per non essere escluso o socialmente rifiutato. Praticando phubbing, però, entra nella condizione paradossale di auto-isolarsi e di tagliarsi fuori da solo dalla situazione sociale in cui si trova. Nel breve termine, questo impedisce di sentirsi realmente gratificati e soddisfatti dalle interazioni che si vivono, perché il cellulare peggiora la qualità della comunicazione, distraendo dal momento presente e dalla compagnia delle altre persone; nel lungo termine, può rappresentare un ostacolo nel coltivare i rapporti con gli amici o nel crearne di nuovi, perché non permette di stabilire un legame di intimità. Queste conseguenze negative possono spronare la persona a rimanere ancor più connessa per non sentirsi emarginata, instaurando un circolo vizioso che, in alcuni casi, può sfociare nello sviluppo di una vera e propria dipendenza da smartphone (per saperne di più, leggi anche: http://damianopellizzari.it/2019/07/15/dipendenza-da-smartphone-e-dai-social/).

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Per quanto riguarda invece chi subisce phubbing, ossia chi viene snobbato a favore dei social, le prospettive non sono migliori. Ricevere questo tipo di trattamento, infatti, provocherebbe vissuti di tristezza e solitudine, interferendo con la soddisfazione di bisogni fondamentali quali quello di appartenenza e amore. Essere in compagnia con un amico che però presta attenzione soltanto al telefono comporterebbe infatti lo stesso disagio che si prova quando ci si trova a dover cenare da soli o si è esclusi da un gruppo di amici. Inoltre, questi sentimenti sono ancor più significativi se avvengono all’interno di una coppia: il partner che subisce phubbing, infatti, oltre a sentirsi svilito e trascurato, può provare gelosia e rabbia nei confronti dell’altro. Ancor peggiore è la situazione in cui sono i genitori a privare i figli delle loro attenzioni per dedicarle al telefono: mentre un adulto può essere consapevole che il comportamento dell’altro è sbagliato, un bambino ritiene ingenuamente che mamma e papà facciano cose giuste e riceve così il messaggio di non valere, di non essere abbastanza importante quanto il cellulare. Infine, spesso chi subisce phubbing finisce per praticarlo a sua volta, un po’ per imitazione, un po’ per non annoiarsi mentre gli altri guardano il telefono. Si diffonde in questo modo una tendenza assai poco benefica e fruttuosa per i rapporti sociali.

 

L’importanza di un intervento psicologico

Per interrompere il circolo vizioso del phubbing, che cresce a dismisura nonostante i suoi danni, è bene riconoscere i primi segnali di disagio e rivolgersi ad uno psicologo. Sia che si soffra perché si subisce questo comportamento sia che si tenda a metterlo in atto per l’ansia di essere disconnessi, un supporto psicologico è utile per instaurare relazioni più efficaci, comunicare i propri bisogni con decisione e gestire il proprio rapporto con internet.

 

1 Chotpitayasunondh, V. & Douglas K.M. (2018). The effects of “phubbing” on social interaction. Journal of Applied Social Psychology, Vol. 48, June 2018, Issues 6.

 

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