Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte – Psicorecensione

Trama

Il protagonista della storia è Christopher, un ragazzino affetto da sindrome di Asperger, una forma particolare di autismo che provoca diversi disturbi comportamentali. Chris, infatti, fatica a comprendere gli altri esseri umani e ad interagire con loro; non ama essere toccato, odia la folla, detesta il giallo e il marrone, mangia solo alcuni tipi di cibi. A causa di queste caratteristiche, Christopher non ha molti amici, ma è contento di trascorrere le sue giornate da solo, dedicandosi allo studio della matematica e delle scienze, che lo appassionano molto.
Un giorno, Chris trova Wellington, il cane della vicina, ucciso brutalmente con un forcone. Decide allora di impegnarsi a trovare il colpevole, proprio come il suo idolo Sherlock Holmes. Nel corso dell’indagine, il ragazzo si troverà però a fare molte scoperte che gli sconvolgeranno la vita e lo porteranno a conoscere meglio la sua famiglia.

 

Recensione

Mark Haddon, l’autore, riesce con estrema abilità ad esprimere i pensieri e le difficoltà di un ragazzino autistico. Leggere questo libro significa scoprire un mondo diverso, speciale, un mondo dove i numeri e la logica sembrano più chiari e comprensibili delle persone e dei loro comportamenti. Il volume è infatti un’occasione preziosa per riflettere sulla disabilità e sulle sfide che ogni giorno una persona autistica deve affrontare. Nel corso della vicenda, le difficoltà di Christopher sono accentuate dal periodo di vita che sta vivendo, quello dell’adolescenza e del bisogno di autonomia, che Chris, nonostante le sue sorprendenti capacità matematiche, fatica a raggiungere a causa delle sue problematiche.
Un’altra tematica fondamentale emergente dal racconto è il faticoso rapporto fra genitori e figli e la complessa integrazione di un ragazzo disabile in famiglia. Il padre e la madre di Chris, infatti, si sono separati proprio perché la diagnosi di autismo ha sconvolto il loro equilibrio e messo in crisi il rapporto di coppia. Nei vissuti dei due genitori si possono facilmente riconoscere molti adulti con figli disabili: lo stress dovuto all’aumento delle responsabilità, l’incertezza e la confusione su quali siano i metodi educativi da prediligere, il senso di colpa, la vergona, la rabbia. Al contempo, le avventure di Chris e il suo stordimento, la sua collera di fronte alle bugie del padre e alle liti che separano i due genitori fanno ben comprendere l’impatto che la conflittualità nella coppia esercita sul figlio. L’importanza della sincerità è infatti un ulteriore tema che traspare dalla narrazione: l’onestà e l’affrontare i problemi anziché scappare da essi diventa proprio il segreto per poi superarli.
In conclusione, questa lettura è emblematica dei mille ostacoli cui le persone disabili e le loro famiglie devono far fronte; la complessità degli argomenti trattati, però, non rende pesante la narrazione, che è resa piacevole e leggera da uno stile semplice, lineare e chiaro. Sento quindi di consigliarlo a quanti sono vicini al tema della disabilità, ma anche a tutti coloro che vogliono avvicinarsi a questo mondo speciale.

 

 

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