MINDFUL EATING – Un approccio innovativo per un’alimentazione equilibrata

Vi è mai capitato di iniziare una dieta, goderne il successo iniziale e poi non riuscire a mantenerla? Tendete ad abbuffarvi quando siete nervosi o, al contrario, non vi sentite a proprio agio nel mangiare perché eccessivamente preoccupati delle calorie?

Non vi preoccupate, siete in buona compagnia. Viviamo in una società, infatti, che da una parte non agevola la conduzione di stili di vita sani a causa dell’imposizione di ritmi frenetici e stressanti e della continua messa in vendita di prodotti ipercalorici e ricchi di conservanti, dall’altra esalta la magrezza come canone di bellezza imprescindibile. Questa contraddizione fra ciò che la pubblicità e le necessità ci tentano a mangiare, come street food e alcolici, e la forma smagliante che ci si aspetta da noi, può generare un forte disagio nella popolazione e può rendere il rapporto con il cibo qualcosa di difficile e doloroso. Dal mondo della psicologia, però, è stata elaborata una nuova strategia per ritrovare il benessere e raggiungere un maggior equilibrio nell’alimentazione, aiutandoci a scegliere una dieta sana ma che al contempo ci faccia sentire felici e gratificati.

 

La mindfulness

La mindful eating, come dice il nome stesso, non è altro che una forma di mindfulness applicata all’alimentazione. La mindfulness è una pratica meditativa, inspirata alla secolare tradizione orientale, mirata a raggiungere una piena consapevolezza ed attenzione sul momento presente, astenendosi da qualsiasi giudizio. Quest’attitudine porta a diventare più consci dei propri bisogni e delle proprie emozioni, incrementa la concentrazione e permette di rilassarsi maggiormente, combattendo lo stress e aiutando a meglio gestire i problemi quotidiani e i propri stati d’animo. L’efficacia di questa pratica è stata dimostrata in diversi studi, che ne hanno evidenziato i benefici sia nella popolazione sana che nella cura di psicopatologie e, persino, di disturbi fisici.

 

La mindful eating

La mindful eating trasporta gli stessi principi della mindfulness nell’ambito del cibo e permette quindi di diventare più consapevoli del proprio modo di mangiare e delle proprie scelte alimentari. Essa infatti si compone di semplici esercizi per insegnare alla persona a riconoscere con più facilità i segnali di fame e sazietà, individuando le situazioni e le emozioni che possono influire su di essi; rende l’esperienza del nutrirsi più piacevole e gradevole; stimola la scelta di prodotti che piacciano e soddisfino i propri gusti ma che siano al contempo benefici e salutari per il corpo; aiuta a concentrarsi solamente sul cibo eliminando le distrazioni.

 

MINDFUL EATING

 

Ciò che differenzia la mindful eating dall’adozione di una dieta e che la rende così efficace è il fatto che non impone doveri e restrizioni, ma al contrario rende la persona più attenta ai propri bisogni e alle proprie esigenze, non privandola del piacere connesso al cibo e rispettando i suoi gusti. Ascoltando il proprio corpo, riconoscendone i segnali e le necessità, il soggetto diventa in grado da solo di capire cosa, ma soprattutto quanto, mangiare per stare bene; può concedersi liberamente ciò che gli piace, anche dolci o cibi fritti, ma, sapendone trarre la massima soddisfazione, riesce ad essere gratificato anche da piccole quantità e sa fermarsi senza esagerare.

 

I principi della mindful eating

I cardini su cui si poggia la mindful eating sono:

  • Osservare il proprio corpo e prestare attenzione a ciò che ci comunica;
  • Non giudicare sé stessi
  • Essere consapevoli delle proprie reazioni al cibo, di ciò che piace e ciò che non piace
  • Assaporare il cibo, facendo attenzione al suo colore, forma, consistenza, sapore e odore

 

Consigli e trucchetti della mindful eating

Ecco alcuni piccoli accorgimenti, in linea con quest’ottica di pensiero, che si possono adottare fin da subito:

 

  • Esegui un respiro profondo con il diaframma e chiediti, prima di iniziare a mangiare: “Sono davvero affamato?”
  • Pratica ogni giorno degli esercizi di rilassamento.
  • Concentrati sul cibo: quando mangi, non guardare il telefono, non accendere la TV e non fare qualcosa di diverso dal mangiare.
  • Mangia lentamente; per riuscirci, puoi provare ad afferrare la posata con la mano non dominante o poggiarla sul tavolo ad ogni boccone.

 

L’intervento psicologico nella gestione dell’alimentazione

Per praticare la mindful eating è bene rivolgersi ad uno psicologo per apprendere le tecniche necessarie e, soprattutto, avere un supporto nella gestione delle proprie emozioni e una guida in questo percorso. Il fai-da-te, infatti, è sconsigliato perché è bene affiancare, agli esercizi di consapevolezza, anche dei momenti di riflessione e confronto con qualcuno di esperto; il modo in cui mangiamo, infatti, è spesso influenzato dalle nostre esperienze e dai nostri stati d’animo ed è perciò consigliabile affidarsi ad un professionista, perlomeno all’inizio. Ciò vale per tutti, ma, specialmente per chi soffre di disturbi specifici come l’anoressia, la bulimia, la vigoressia (ne parlo qui http://damianopellizzari.it/2019/07/15/dipendenza-dal-proprio-aspetto-fisico/) o il binge-eating: in questi casi, infatti, i fattori scatenanti il disagio possono essere tanti e complessi ed è bene impostare un trattamento personalizzato: sarà quindi di competenza del terapeuta scegliere se e quando introdurre la mindful eating.

 

 

 

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