Autolesionismo: conoscerlo per curarlo

Ilaria, mia figlia, ha 15 anni ed è sempre stata una ragazza estroversa e curiosa, le piacciono le feste in discoteca e uscire con le amiche per fare shopping. Da metà maggio, quando il papà se n’è andato, Ilaria si chiude in camera per ore, se interagisco con lei è molto suscettibile e si arrabbia di frequente anche per cose banali, indossa solo felpe e jeans maschili che coprono interamente il suo corpo. Per questo motivo, ho capito che c’era un problema.
Sono le 18:00. Ilaria rientra a casa dopo un pomeriggio passato in biblioteca a studiare. Mi dice di aver già mangiato un toast con la sua migliore amica prima di rientrare e che quindi se ne andrà in camera sua perché è stanca. Dopo circa due ore, sento la porta della sua stanza spalancarsi ed il mio sesto senso mi dice di salire le scale, per assicurarmi che mia figlia stia bene.

Mi sarei aspettata di tutto ma non questo: Ilaria era in intimo, noto che ha diversi tagli e bruciature sul corpo. Le chiedo come mai, ma lei non risponde. In mano aveva una sigaretta e un piccolo coltellino. Dopo l’iniziale momento di shock, decido di caricarla in macchina per portarla al pronto soccorso.
Mentre mia figlia si trova nella stanza d’ospedale per essere medicata, io voglio solo capire perché.
Dopo qualche giorno mi sono rivolta ad uno psicologo per aiutare Ilaria. Innanzitutto mi spiega che con il termine autolesionismo si fa riferimento a tutti quei comportamenti finalizzati a provocarsi dolore fisico, ma che nella maggior parte dei casi non corrisponde ad un tentativo di suicidio. In seguito, il dottore mi pone davanti una serie di possibili cause, che voglio condividere con voi, al fine di evitare che questa storia possa accadere a qualcuno dei vostri figli.

1. Limitata regolazione emotiva: questa porta la persona a non comprendere e a subire le proprie emozioni negative. Infliggersi del dolore fisico è una sorta di anestesia per quello psichico.

2. Messaggi presentati dai social: oggi sempre più i giovani ne fanno uso. Molte sono le facilitazioni che hanno portato ma tanti sono anche gli aspetti negativi. Ci sono una miriade di giochi e chat online che i nostri figli approcciano inconsapevoli dei rischi. Un esempio è “Jonathan Galindo”, che appare come un uomo mascherato da Pippo della Disney, il quale scrive ai ragazzi proponendo sfide di coraggio che possono arrivare anche ad atti autolesionisti.

3. Reazione a traumi: esperienze di abuso sessuale o bullismo provocano un forte stress in chi le vive. Spesso le persone, soprattutto se giovani e fragili, reagiscono staccandosi con la mente dal proprio corpo. Per questo affermano che il vedere il sangue e provare il dolore del taglio o della bruciatura, li faccia sentire vivi e in contatto con la realtà.

4. Patologie mentali: tra queste le più comunemente associate all’autolesionismo sono disturbo borderline di personalità, schizofrenia, disturbi della condotta e disturbi alimentari.

5. Perdita affettiva importante: questa può fare riferimento non solo ad un lutto ma anche ad un abbandono o all’assenza delle figure genitoriali. Il malessere che la perdita comporta si associa a sentimenti di solitudine, impotenza, sensazione di vuoto e il voler ricercare l’attenzione di qualcuno, che possa colmare questa mancanza. Molti genitori, soprattutto quelli che sono carichi di impegni, tendono a trascurare i figli da un punto di vista emotivo. Attraverso questo atto estremo i ragazzi cercano di comunicare il loro disagio, di far capire che loro ci sono e stanno soffrendo a causa di questa negligenza.

6. Punizione autoinflitta: sentimenti negativi verso il proprio corpo e bassi livelli di supporto dei pari possono condurre a farsi del male per punirsi. Senso di colpa ed autocritica sono due cause importanti, soprattutto nei soggetti più vulnerabili. Odio, disprezzo verso sé stessi e il sentirsi rifiutati, atteggiamenti tipici dell’adolescenza, fanno sì che i giovani ritengano di meritare questa pena. Lo stesso accade anche se ci sono relazioni negative con i pari, ad esempio, quando un ragazzo viene bullizzato ed isolato rispetto al gruppo.

7. Reazione a forte stress scolastico: prendere voti alti conta molto nella scuola di oggi. In tante famiglie la pressione viene dai genitori, i quali vogliono che il figlio mantenga una certa media. Il dover sempre accontentare questa richiesta può portare i ragazzi a provare un forte stress emotivo che rischia di sfociare nell’autolesionismo.
Per concludere, il cercare un dolore fisico può essere un modo malsano per non sentire altri tipi di dolore sul versante psicologico. Un estremo tentativo di stare nel presente per non guardare troppo avanti o indietro dove ci sono motivi di preoccupazione e paura.

 

 

 

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